Crollo del prezzo dei carciofi in campagna: la denuncia di Coldiretti Puglia
Il prezzo dei carciofi torna al centro dell’attenzione dopo la denuncia di Coldiretti Puglia. L’organizzazione segnala una forte sproporzione tra il prezzo pagato agli agricoltori e quello praticato nei supermercati. Secondo quanto riportato, il “primo fiore” viene pagato tra 12 e 20 centesimi a capolino. Sugli scaffali, lo stesso carciofo può arrivare fino a 90 centesimi.
Coldiretti Puglia parla di una situazione che mette sotto pressione le aziende agricole. Già a dicembre, con il calo delle richieste, il mercato avrebbe ridotto l’assorbimento del prodotto fresco. Una parte della produzione avrebbe così preso la strada dell’industria. In questo caso, lo “spezzato” viene pagato tra 5 e 6 centesimi a capolino. Coldiretti sottolinea che il prezzo non copre i costi di raccolta e trasporto.
Prezzo dei carciofi e filiera: Coldiretti Puglia denuncia una forbice ampia
Secondo Coldiretti Puglia, la filiera non distribuisce in modo equilibrato il valore del prodotto. La differenza tra prezzo all’origine e prezzo finale resta molto elevata. Il problema si inserisce in un quadro di aumento dei costi alimentari. In questo contesto, molte famiglie riducono la spesa e selezionano di più gli acquisti.
Coldiretti Puglia evidenzia anche l’incidenza dei costi logistici. Il trasporto, secondo quanto indicato, può pesare fino a circa un terzo del prezzo finale di frutta e verdura. L’associazione chiede quindi maggiore trasparenza lungo la catena di vendita. Inoltre sollecita controlli mirati sui passaggi intermedi.
Tra le richieste avanzate, Coldiretti Puglia indica controlli più stringenti sull’origine dell’ortofrutta esposta. L’attenzione riguarda anche prodotti provenienti da Paesi extra Unione Europea. Secondo l’organizzazione, l’obiettivo è tutelare consumatori e produttori locali.
Carciofi Coldiretti Puglia: la produzione regionale e il ruolo di Brindisi
La Puglia rappresenta una delle regioni italiane più importanti per la produzione carcioficola. Coldiretti richiama una produzione complessiva di 1.245.400 quintali. Di questi, 475mila quintali provengono dalla provincia di Brindisi. Il territorio risulta tra i più specializzati nella coltivazione del carciofo.
La provincia brindisina punta anche su produzioni riconosciute a livello europeo. Il carciofo locale ha ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta (IGP). Coldiretti Puglia evidenzia che questo riconoscimento rafforza il valore della filiera. Tuttavia, l’associazione segnala un rischio concreto. Senza interventi, la grande distribuzione potrebbe ridurre il prodotto pugliese sugli scaffali.
Vendita diretta e controlli sull’origine: le proposte per la filiera
Secondo Coldiretti Puglia, le criticità spingono molte aziende verso la vendita diretta. La filiera corta consente di ridurre i passaggi intermedi. Inoltre permette di aumentare la trasparenza sul prezzo e sull’origine. La misura può anche rafforzare la sicurezza alimentare.
Coldiretti Puglia richiama la necessità di regole uniformi in Europa. L’associazione chiede norme omogenee sull’uso dei fitosanitari. Inoltre sollecita reciprocità negli scambi con Paesi terzi. Secondo quanto segnalato, l’obiettivo è evitare concorrenza squilibrata e garantire standard comparabili.
Coldiretti/Censis evidenzia infine l’importanza dell’origine per i consumatori. L’87% degli italiani considera l’italianità una garanzia. Molti dichiarano di essere disposti a spendere di più per prodotti tracciabili.
In prospettiva, Coldiretti Puglia chiede interventi rapidi sul prezzo dei carciofi e sulla trasparenza della filiera. L’associazione punta su controlli e tutela dell’origine. L’obiettivo dichiarato è sostenere la produzione locale e contenere i rincari per i consumatori.
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