Casa Sollievo della Sofferenza, sindacati contro il cambio di contratto

A Foggia conferenza stampa il 13 aprile, il giorno dopo sit-in a San Giovanni Rotondo. Al centro della vertenza il rinnovo del contratto e il timore di un passaggio alla sanità privata.
FOGGIA – La vertenza alla Casa Sollievo della Sofferenza entra in una fase più dura. I sindacati di categoria annunciano due iniziative pubbliche per denunciare il mancato rinnovo del contratto e contestare l’ipotesi di un passaggio al contratto della sanità privata. La conferenza stampa è fissata per lunedì 13 aprile 2026 alle 10 nel Salone della Cgil di Foggia, in via della Repubblica 68. Martedì 14 aprile, invece, è in programma un sit-in di protesta davanti all’ospedale di San Giovanni Rotondo, dalle 8.30 alle 11.
Al centro dello scontro c’è il mancato rinnovo contrattuale Casa Sollievo della Sofferenza, tema che da settimane alimenta preoccupazione tra i lavoratori. Le organizzazioni sindacali FP Cgil, Cisl FP, Uil FPL, Fials e Nursing Up parlano di una situazione ormai non più sostenibile. Da una parte c’è il nodo del rinnovo del CCNL Sanità Pubblica 2022-2024, dall’altra il blocco degli arretrati che i dipendenti attendono.
Secondo quanto riferito dalle sigle sindacali, il quadro si sarebbe aggravato dopo la posizione assunta dall’azienda. La proprietà avrebbe infatti prospettato, in caso di notifica del primo decreto ingiuntivo, il passaggio forzato dal mese di giugno al contratto della sanità privata, indicato come CCNL ARIS AIOP. È questo il punto che ha fatto alzare ulteriormente il livello della tensione, perché i rappresentanti dei lavoratori leggono questa eventualità come un rischio concreto di dumping contrattuale e di riduzione delle tutele.
Mancato rinnovo contrattuale Casa Sollievo della Sofferenza, cosa contestano i sindacati
La linea delle organizzazioni sindacali è netta: non ci sarà alcuno scambio tra il riconoscimento delle somme dovute e la rinuncia al perimetro contrattuale della sanità pubblica. Le sigle spiegano di avere ricevuto mandato dall’assemblea dei lavoratori per andare avanti con le azioni giudiziarie già avviate. In sostanza, la richiesta è duplice: ottenere gli arretrati e difendere l’attuale inquadramento contrattuale.
La questione non riguarda solo l’aspetto economico. Il contratto applicato incide infatti su salario, diritti, progressioni, tutele e organizzazione del lavoro. Per questo i sindacati insistono sul fatto che la vertenza non possa essere letta come una semplice disputa amministrativa. In gioco, sostengono, ci sono la dignità professionale del personale e le condizioni complessive in cui viene garantita l’assistenza sanitaria.
Conferenza stampa a Foggia e sit-in a San Giovanni Rotondo
La conferenza stampa del 13 aprile servirà a fare il punto sulla vertenza, chiarire le prossime iniziative e spiegare le ragioni della mobilitazione. Il giorno successivo, con il presidio davanti all’ospedale, la protesta si sposterà sul piano pubblico e visibile. I sindacati hanno già precisato che il sit-in si svolgerà senza compromettere la viabilità e senza ostacolare l’accesso alla struttura sanitaria.
È un passaggio importante anche sul piano del confronto territoriale. Casa Sollievo della Sofferenza rappresenta una realtà sanitaria di riferimento e ogni tensione che riguarda il personale ha inevitabilmente un peso che va oltre i confini dell’ospedale. La vertenza tocca infatti un presidio conosciuto per la sua attività assistenziale e per il ruolo che svolge nel sistema sanitario del territorio.
Nel messaggio unitario diffuso dalle sigle emerge una posizione precisa: fermare quelli che definiscono condizionamenti inaccettabili e ribadire che la qualità delle cure passa anche dalla stabilità e dal riconoscimento del lavoro svolto ogni giorno dal personale. Per i sindacati, difendere il contratto significa difendere insieme lavoro e servizi.
Le prossime ore serviranno a capire se si apriranno spazi di confronto oppure se la mobilitazione andrà avanti su un terreno sempre più duro. Per ora resta una certezza: la vertenza è entrata in una fase decisiva e i lavoratori chiedono risposte chiare.

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