Barletta, assalto con esplosivo a un distributore sulla statale 16: cassaforte resiste

Un gruppo armato ha tentato di forzare la cassaforte di una stazione di servizio in direzione sud. Poi le minacce a un dipendente e la fuga con poche centinaia di euro.
Assalto a una stazione di carburanti sulla statale 16, in territorio di Barletta. Un gruppo armato ha preso di mira l’impianto di servizio in direzione sud, cercando di aprire la cassaforte con dell’esplosivo. Il piano, però, non è andato a segno: il denaro custodito all’interno non è stato raggiunto.
Fallito il tentativo principale, i banditi hanno cambiato obiettivo. Secondo quanto emerso nelle prime ore successive al colpo, si sarebbero diretti verso le casse presenti in un gabbiotto dell’impianto, riuscendo a portare via solo poche centinaia di euro. Prima di fuggire, avrebbero anche minacciato un dipendente presente nella struttura.
Il tentato furto al distributore di Barletta è ora al centro delle indagini affidate alla polizia, che sta lavorando per ricostruire tempi e modalità dell’azione. Gli investigatori stanno verificando ogni elemento utile, a partire dalle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza dell’impianto. I filmati potrebbero aiutare a chiarire quanti fossero i componenti del gruppo, come siano arrivati sul posto e quale direzione abbiano preso dopo la fuga.
L’episodio conferma un metodo d’azione particolarmente aggressivo. L’uso dell’esplosivo per tentare di aprire una cassaforte indica una pianificazione precisa e una volontà di agire in tempi rapidi, puntando sull’effetto sorpresa. In questo caso, però, la resistenza della cassaforte ha impedito ai responsabili di mettere le mani su un bottino più consistente.
Le indagini sul tentato furto al distributore di Barletta
Gli accertamenti sono concentrati anche sulle eventuali tracce lasciate sul posto e sui possibili collegamenti con altri colpi messi a segno con modalità simili. La polizia sta raccogliendo testimonianze e riscontri tecnici, mentre resta da definire con esattezza il numero delle persone coinvolte nell’assalto.
Un passaggio importante dell’inchiesta riguarda proprio le minacce rivolte al dipendente. Oltre al danno economico, seppur limitato, pesa infatti la gravità di un’azione compiuta con armi e con un chiaro intento intimidatorio. Su questo fronte gli investigatori cercheranno di ricostruire ogni fase dell’irruzione, anche per valutare le singole responsabilità.
Videosorveglianza e rilievi nell’impianto sulla statale 16
Le immagini delle telecamere rappresentano al momento uno degli strumenti principali per arrivare agli autori del colpo. In casi simili, la qualità delle riprese, gli orari registrati e i movimenti dei mezzi utilizzati possono fornire indicazioni decisive. Per questo il materiale acquisito sarà analizzato con attenzione nelle prossime ore.
La stazione di servizio è situata lungo un’arteria molto trafficata come la statale 16, un elemento che potrebbe aver influito sia sulla scelta del bersaglio sia sulla via di fuga. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma l’obiettivo è identificare in tempi brevi i componenti del commando.
Per ora il bilancio è quello di un colpo riuscito solo in minima parte: la cassaforte non è stata aperta e il bottino si sarebbe limitato a una somma modesta. Resta però la preoccupazione per la violenza dell’azione e per il rischio corso dal lavoratore minacciato durante l’assalto.

PugliaPress
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