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Miccolis introduce il congedo mestruale retribuito nel trasporto pubblico

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Accordo con i sindacati: fino a 24 giorni l’anno pagati al 100% per le lavoratrici, con una sola certificazione medica annuale e senza incidere su ferie o permessi.

Miccolis S.p.A. Società Benefit introduce il congedo mestruale retribuito per le proprie dipendenti e si colloca tra le prime aziende del trasporto pubblico locale in Italia a formalizzare una misura di questo tipo. L’accordo, operativo da aprile, è stato sottoscritto con le segreterie di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna.

La novità prevede fino a 24 giorni l’anno di assenza retribuita al 100%, con un massimo di due giorni al mese, senza intaccare ferie né Rol. Un punto centrale dell’intesa riguarda la gestione amministrativa: sarà richiesto un solo certificato medico annuale, evitando ulteriori adempimenti per ogni singola assenza.

Per l’azienda si tratta di una scelta che punta a collegare tutela della salute, organizzazione del lavoro e qualità del servizio. Il settore del trasporto pubblico, per natura, richiede attenzione costante, responsabilità operative e ritmi regolari. In questo contesto, la condizione fisica e psicologica del personale diventa un elemento concreto anche sul piano della sicurezza.

Congedo mestruale retribuito: cosa prevede l’accordo

L’intesa firmata da Miccolis si distingue per un impianto pratico. Non si limita a riconoscere un principio, ma definisce una misura utilizzabile, con copertura economica piena e procedure ridotte al minimo. L’obiettivo dichiarato è rendere effettivo un diritto senza appesantire né le lavoratrici né l’organizzazione aziendale.

Secondo quanto comunicato dalla società, il nuovo strumento sarà accompagnato da un monitoraggio condiviso con le organizzazioni sindacali, così da verificare nel tempo l’applicazione dell’accordo e la compatibilità con il servizio. Il punto è chiaro: garantire una tutela reale alle dipendenti senza compromettere la regolarità delle corse.

Aurelia Miccolis, direttore generale, definisce il provvedimento un atto di equità prima ancora che una misura di welfare. Nella posizione espressa dall’azienda, il congedo mestruale viene letto come il riconoscimento di una condizione biologica specifica, da affrontare senza imbarazzi e senza trattarla come un tema marginale.

Un segnale per il trasporto pubblico locale

La scelta assume un peso particolare perché arriva in un comparto dove il lavoro si svolge spesso sotto pressione e con responsabilità dirette verso l’utenza. Giusy Caforio, responsabile del servizio di prevenzione e protezione, richiama proprio questo aspetto: nelle attività legate alla guida e alla gestione del trasporto, salute fisica e comfort psicologico incidono sulla sicurezza e sulla qualità della prestazione.

Miccolis evidenzia inoltre il valore di un confronto sindacale che ha portato alla firma dell’accordo. La misura nasce infatti da un’intesa condivisa, elemento che rafforza la tenuta del modello e ne facilita l’applicazione in un servizio essenziale.

Per l’azienda pugliese il provvedimento rappresenta anche un passaggio identitario. Essere Società Benefit, nella lettura data dal gruppo, significa assumere impegni che producano un impatto sociale misurabile, a partire dal rapporto con chi lavora ogni giorno nel sistema della mobilità.

Il dato più rilevante, però, è il possibile effetto di trascinamento. Con questa decisione, Miccolis si propone come una delle realtà apripista nel Tpl italiano e la prima tra Puglia e Basilicata a introdurre formalmente questa tutela. Il punto, adesso, è capire se il modello verrà osservato da altre aziende del settore e se potrà aprire una discussione più ampia sui contratti e sulle politiche di welfare nel trasporto pubblico.

La novità, infatti, non riguarda soltanto l’organizzazione interna di una singola impresa. Tocca un tema più ampio: come conciliare parità sostanziale, salute sul lavoro e continuità dei servizi pubblici. Miccolis ha scelto di dare una risposta concreta. Resta da vedere se altri seguiranno la stessa strada.

Redazione Pugliapress

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