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Xylella, Caroppo: bene l’adozione degli ulivi, ma non basta

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Il deputato pugliese di Forza Italia apprezza l’iniziativa per coinvolgere le imprese nella rinascita del Salento, ma chiede un piano più ampio con risorse private e crediti di carbonio legati al territorio.

BARI – L’adozione degli ulivi da parte delle imprese può essere un passo utile, ma da sola non è sufficiente per affrontare l’emergenza Xylella e la ricostruzione del Salento. È la posizione espressa dal deputato salentino di Forza Italia Andrea Caroppo, che interviene sul tema dopo l’iniziativa annunciata dall’assessore regionale Donato Paolicelli.

Forza Italia – deputato Andrea Caroppo

Secondo Caroppo, il coinvolgimento del mondo produttivo nella rigenerazione del territorio va nella direzione giusta, soprattutto se prende spunto da esperienze già avviate come Olivami. L’obiettivo, osserva, è allargare il campo della responsabilità e portare dentro la ricostruzione anche le aziende pugliesi.

Il punto, però, è che il quadro resta ancora molto lontano da una vera ripresa. A oltre dieci anni dall’inizio dell’emergenza, il Salento non ha recuperato il patrimonio produttivo e paesaggistico che aveva prima del 2013. La ferita lasciata dalla Xylella continua a essere visibile in vaste aree del territorio, mentre il batterio prosegue la sua avanzata verso il nord della regione.

Xylella, Caroppo chiede più risorse private

Nel suo intervento, il parlamentare sottolinea che le risorse pubbliche stanziate finora, compresi i fondi del Piano straordinario del Governo per la rigenerazione olivicola della Puglia, non possono bastare rispetto alla dimensione del problema. Per questo rilancia la necessità di affiancare in modo strutturale capitali privati agli investimenti pubblici.

L’idea è quella di coinvolgere direttamente i grandi emettitori pugliesi e nazionali in un progetto di rigenerazione ambientale costruito sul territorio. Caroppo mette al centro un principio preciso: le compensazioni ambientali delle aziende dovrebbero tradursi in investimenti concreti in Puglia, invece di finire in progetti lontani e spesso poco verificabili.

In questa impostazione, ogni nuovo ulivo piantato nel Salento non avrebbe solo un valore ambientale. Per il deputato, significherebbe anche sostenere occupazione, economia locale e identità di un’area che ha pagato un prezzo altissimo alla diffusione del batterio.

Il progetto per ricostruire il Salento

Caroppo richiama poi il progetto “La Puglia Respira”, presentato nei mesi scorsi da Forza Italia Puglia. La proposta punta a un sistema di compensazione “a chilometro zero”, fondato su crediti di carbonio generati sul territorio, certificati e verificabili. In sostanza, la ricostruzione del paesaggio e del sistema olivicolo dovrebbe diventare anche un’occasione di partecipazione per le imprese.

Il parlamentare ribadisce la disponibilità a collaborare con la Regione per trasformare iniziative singole in un piano più largo, capace di mobilitare risorse adeguate alla portata dell’emergenza. Il messaggio politico è netto: il tema non può essere affrontato con interventi limitati o simbolici, perché la ricostruzione del Salento richiede strumenti stabili, continuità e una regia più forte.

Sul piano istituzionale, l’apertura all’adozione degli ulivi viene quindi letta come un segnale positivo, ma non come un punto di arrivo. Per Caroppo, la priorità resta costruire una strategia concreta che metta insieme ambiente, agricoltura e sviluppo economico.

La questione, in definitiva, supera il solo reimpianto. In gioco c’è il futuro di un territorio che cerca ancora di recuperare il proprio paesaggio, la propria produzione olivicola e una parte essenziale della sua identità.

Redazione Pugliapress

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