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Olivami, la Regione Puglia apre il tavolo per la rinascita olivicola del Salento

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Dopo l’appello dell’associazione, l’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli avvia un confronto con Confindustria, organizzazioni di categoria e istituzioni locali. Sul tavolo il rilancio del comparto colpito dalla Xylella.

La rinascita olivicola del Salento entra nella fase del confronto istituzionale. La Regione Puglia ha deciso di avviare un tavolo congiunto con Confindustria Puglia, associazioni di categoria e istituzioni locali, raccogliendo l’appello lanciato da Olivami per costruire una strategia condivisa sul futuro dell’olivicoltura salentina.

Ad annunciarlo è stato Alessandro Coricciati, presidente dell’associazione, che ha accolto con favore la scelta dell’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli. Il passaggio arriva dopo la visita dell’assessore negli oliveti di Carpignano Salentino e Martano, dove ha incontrato agricoltori e operatori del territorio per ascoltare direttamente le criticità del settore.

Per Olivami si tratta di un segnale politico rilevante. L’associazione sottolinea soprattutto la necessità di ricostruire un rapporto stabile tra imprese agricole e istituzioni, dopo anni segnati dall’emergenza Xylella e dalle difficoltà legate alla ripartenza produttiva. L’obiettivo, ora, è mettere attorno allo stesso tavolo soggetti pubblici e privati per definire una linea comune sulla ricostruzione del paesaggio agricolo e sul rilancio economico dell’area.

Un tavolo per la rinascita olivicola del Salento

Il confronto annunciato dalla Regione punta a coinvolgere tutti gli attori della filiera. Per Olivami, il passaggio decisivo sarà trasformare l’apertura istituzionale in un percorso operativo, capace di superare divisioni e rallentamenti. L’associazione chiede infatti una collaborazione larga, che tenga insieme amministrazioni, rappresentanze economiche e mondo agricolo.

Nel dibattito entra anche il tema dei crediti di carbonio, considerato uno degli strumenti potenzialmente utili per sostenere nuovi investimenti. Coricciati ha richiamato l’attenzione sul contributo di Carborea, spin-off di Olivami, nato per intercettare la domanda di compensazione delle emissioni da parte delle imprese. Il meccanismo proposto consente alle aziende di acquistare crediti di carbonio certificati legati alla nascita di nuovi oliveti, con la possibilità di verificare direttamente sul territorio i progetti finanziati.

Il tema è stato approfondito anche nel recente incontro di Poggiardo alla presenza del deputato Andrea Caroppo, segno di un interesse crescente attorno a un modello che lega rigenerazione agricola, sostenibilità ambientale e partecipazione del mondo produttivo.

I numeri del progetto Olivami

Fondata nel 2022 per reagire agli effetti della Xylella, Olivami ha costruito il proprio intervento su un sistema di adozioni che ha coinvolto imprese e cittadini. Sul fronte privato, l’associazione indica risultati già raggiunti: 25 mila nuovi olivi piantati, 350 giardini aziendali realizzati e 30 mila litri di olio prodotti.

Accanto alle aziende, si è sviluppata anche la rete delle adozioni attraverso la piattaforma online. Il progetto ha raccolto adesioni in numerosi Paesi, dall’Europa al Nord America, fino ad arrivare ad altri continenti. Secondo i dati diffusi dall’associazione, 27 mila persone hanno adottato 45 mila olivi, contribuendo a una produzione di 50 mila litri di olio.

Nel complesso, il percorso avviato da Olivami ha portato alla rigenerazione di 400 ettari nel Salento. A questi numeri si aggiunge l’attività di Carborea, che ha coinvolto 13 agricoltori nella gestione di 18 mila alberi di olivo attraverso il sistema dei carbon credit.

I dati confermano che, accanto all’intervento pubblico, esiste già una base privata pronta a sostenere il rilancio del settore. Il tavolo annunciato dalla Regione Puglia potrebbe ora rappresentare il punto di raccordo necessario per dare continuità a queste esperienze e trasformarle in un piano più ampio. Per il Salento, colpito negli ultimi anni da una crisi che ha cambiato il paesaggio e l’economia agricola, la partita si gioca sulla capacità di fare sistema e di tradurre gli impegni in azioni concrete.

Redazione Pugliapress

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