Fumo nero dalle cokerie ex Ilva di Taranto, nuovo allarme nello stabilimento

Segnalata un’anomalia del processo produttivo sulla linea sottoprodotti intorno alle 9.30. Denso fumo nero da un camino della cokeria e dall’area bassa dell’impianto. VeraLeaks chiede lo stop per ragioni di sicurezza.
Nuovo episodio critico questa mattina nello stabilimento ex Ilva di Taranto, dove alle 9.30 è scattato un allarme in una batteria delle cokerie di Acciaierie d’Italia per un’anomalia del processo produttivo sulla linea sottoprodotti. Dopo il guasto, secondo quanto segnalato, si è sollevato fumo nero molto denso sia da un camino asservito alla cokeria sia dall’area bassa dell’impianto.
Il punto più delicato della segnalazione riguarda proprio la doppia provenienza del fumo. Oltre alle emissioni dal camino, infatti, sarebbe stato osservato anche fumo non convogliato dall’area inferiore dell’impianto. Un elemento che riporta al centro il tema della sicurezza industriale e del controllo degli impianti in una delle aree più controverse del polo siderurgico tarantino.
La denuncia è stata diffusa da Luciano Manna di VeraLeaks, che definisce l’episodio “un serio problema di sicurezza” e lo collega alle condizioni degli impianti. Nella nota, Manna sostiene che strutture di questo tipo non possano più proseguire l’attività produttiva e chiede che vengano fermate “per la sicurezza dei cittadini e degli operai”.
Fumo nero dalle cokerie ex Ilva di Taranto, cosa è successo
In base alle informazioni rese note, l’anomalia si è verificata nel corso delle attività produttive sulla linea sottoprodotti collegata a una batteria delle cokerie. Da lì sarebbe partito l’allarme interno. Poco dopo, la situazione si è resa visibile anche all’esterno con la presenza di fumo nero intenso.
Le cokerie rappresentano da anni uno dei nodi più sensibili del siderurgico tarantino, sia per il profilo ambientale sia per quello della sicurezza. Ogni episodio che coinvolge questi impianti riapre una questione ormai strutturale: lo stato di efficienza delle linee produttive e la capacità di evitare eventi anomali che possono avere ricadute immediate sui lavoratori e sul territorio circostante.
Al momento, nel testo diffuso non vengono indicati eventuali conseguenze su personale o reparti, né ulteriori dettagli tecnici sull’origine dell’anomalia. Resta però il dato visivo segnalato: il fumo denso e in parte non convogliato, elemento che aumenta la preoccupazione attorno a quanto accaduto.
Sicurezza e impianti, torna il nodo ex Ilva
L’episodio di questa mattina si inserisce in un quadro già segnato da tensioni continue attorno al futuro dello stabilimento e alle condizioni delle sue aree più vecchie. Le cokerie, in particolare, sono da tempo al centro di segnalazioni, controlli e contestazioni da parte di associazioni, cittadini e rappresentanze sindacali.
La richiesta avanzata da VeraLeaks è netta: fermare gli impianti ritenuti non più sicuri. Una posizione che rilancia un tema già noto a Taranto, quello del rapporto tra continuità produttiva, tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Ogni nuovo allarme alimenta un confronto che in città non si è mai davvero chiuso.
Ora si attendono eventuali chiarimenti ufficiali sull’accaduto e sull’entità dell’anomalia registrata nella mattinata. La vicenda resta comunque significativa perché coinvolge un impianto ad alto impatto e perché riporta all’attenzione pubblica una domanda essenziale: quanto margine di affidabilità resta in strutture che continuano a far registrare criticità.

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