NICOLA D’OTTAVIO: “IL CALCIO DI OGGI NON È PIÙ QUELLO DEI VALORI”

di Guglielmo De Feis
67 primavere compiute oggi e ben portate. Ma il calcio attuale per Nicola D’Ottavio, 15 reti nella trionfale stagione 1985-86, è solo un passatempo distaccato e basta.
Molisano di Agnone e pescarese di adozione da una vita, il bomber (ha smesso di giocare a quarant’anni a Benevento) spiega il suo enorme disamore da questo mondo maturato oltretutto non da ora.
“Non è più il pallone di una volta, basato su rispetto dei valori e meritocrazia, inutile girarci intorno. Sono stato negli ultimi anni osservatore per il Chievo Verona ai tempi aurei della società gialloblù per il centro sud ma se dico quanto mi pagavano vi mettete a ridere! Se uno deve lavorare per una società e percepire cifre irrisorie tanto vale starsene comodamente a fare altro!”
Una vita in giro per l’Italia con la carriera iniziata in C a Giulianova al fianco dell’ex tecnico rossoblù Ivo Iaconi.
“Ed era una terza serie già allora bella di qualità con calcio agonisticamente parlando di grosso spessore. A nemmeno vent’anni poi approdai al Verona in serie A e mi trovai compagni come il povero Mascetti che era una persona perbene come poche, quindi Superchi, Emidio Oddi, Spinozzi che è passato alla storia per essere un sindacalista del nostro settore e poi costituitosi parte civile nei processi di Calciopoli ed un signor tecnico come la buonanima di Veneranda che sapeva insegnarti il rispetto delle regole. Quindi sempre in massima serie ad Avellino con gente come Di Somma, Juary, il compianto Vito Chimenti, Tacconi tra i pali, persone umili e che si guadagnavano il posto in squadra la domenica lavorando duramente nel corso della settimana. Non esistevano i procuratori, era un ambiente sicuramente più coerente in tante cose”.
Nel 1985 l’approdo a Taranto.
“Fui fortemente voluto da Tom Rosati che mi conosceva bene e venni con entusiasmo. Poi a fine stagione per via di un problema al ginocchio il compianto dottor William Uzzi disse che dovevo addirittura smettere di giocare. Feci la preparazione nell’estate 1986 con il nuovo tecnico Renna ma a settembre fui ceduto al Barletta (in cambio di Romiti) assieme a Salvatore Pesce e conquistai anche lì un’altra promozione in B con Pippo Marchioro allenatore.
Mi dispiace solo che il povero Professor Uzzi mi diede una sorta di sentenza inappellabile sul mio conto, ho giocato fino a quarant’anni e segnato ancora tanto”.
Una carriera quindi da direttore sportivo ed osservatore.
“Purtroppo come ho detto prima questo mondo è peggiorato e lavorare è diventato impossibile. Sono stato direttore sportivo a Brindisi ed Acireale, sono stato osservatore ma ho tastato che oggi esistono improvvisazione e disorganizzazione in ottica generale.
Se l’Italia ha sfumato per la terza volta una qualificazione ai Mondiali ci sarà un motivo no? Tre indizi fanno una prova!”
Silvio Baldini, ex tecnico del Pescara oltretutto, guiderà ora gli azzurri pro tempore.
“Persona perbene e schietta che meritava molto di più in passato e che ora (sono coetanei) raccoglie i frutti di un incessante lavoro. Ha preso in mano l’Under 21 e l’ha riportata in alto, sicuramente la sua parentesi con quella maggiore sarà solo brevissima ma vi assicuro che uno come lui servirebbe a questo calcio malato cronico a qualunque società.
Ha debuttato in B quasi trent’anni fa guardacaso proprio col Chievo Verona, dimostrando come si può ben figurare con giovani elementi ai più sconosciuti. Ha reso l’Empoli una signora realtà con ottimi risultati, si è costruito da solo malgrado una grave situazione familiare che vive da sempre. È un uomo della campagna, che è cresciuto coi sani valori della terra e della cultura contadina della Toscana, terra da sempre di grandi allenatori oltretutto”.
Totò Lopez, suo capitano a Taranto, ha pagato il dazio di dire troppo quello che pensava.
“Ah non ci sto invece! Nominare il Capitano significa prima di tutto citare una persona perbene ed onesta che amava le cose fatte bene. Discutere Lopez significa non capire niente di calcio! Non diciamolo nemmeno per scherzo per favore! Ha dovuto reinventarsi un lavoro come Direttore del Circolo Tennis al Coni al Foro Italico a Roma perché nel calcio uno come lui non era evidentemente gradito a certi personaggi, ha dimostrato anche qui di essere una persona di valori veri”.
Taranto annaspa in Eccellenza e si ripartirà col derby col Massafra.
“Sono semplicemente cose assurde, una città come la vostra in queste categorie è come una bestemmia davanti al Papa! Non ho parole, ma è lo specchio di un ambiente alla deriva. Ma in C vi sembra possibile che ogni anno succedono sempre eventi strani? Società che vengono penalizzate di venti-trenta punti a campionato in corso, classifiche falsate, ricorsi, esclusioni come il caso di questa del Rimini. E tutto tace ovviamente, a partire dalla Federazione che ora dovrà pure ricostruire tutto da zero con una nuova Giunta dopo la lunga parentesi di Gravina che oltretutto conosco bene perché vive a Sulmona da anni (è originario di Castellaneta) visto che è stato per anni presidente del Castel di Sangro ai tempi aurei della B”.
Auguri allora e nessun rimpianto?
“Grazie per gli auguri innanzitutto. Rimpianti? Assolutamente no. Preferisco dedicarmi a fare il nonno dei miei due nipotini, una delle quali è nata da appena venti giorni. Abbraccio Taranto ed i tifosi rossoblù di cuore, spero che si possa progettare seriamente. A Barletta sono stati sette anni senza la loro storica struttura ed ora stanno tornando in C pienamente con merito, mi auguro che anche da voi si possa costruire finalmente un progetto pluriennale vincente. Amo molto la vostra terra oltretutto da sempre”.

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.























