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Sanità in Puglia, Pentassuglia frena sui tagli: «Ospedali aperti, ora vanno riorganizzati i reparti»

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L’assessore regionale annuncia una delibera entro aprile per alleggerire i pronto soccorso: al centro gestione dei posti letto, dimissioni più rapide e nuove soluzioni per il personale.

Nessuna chiusura di ospedali, ma una revisione dell’organizzazione interna per affrontare il sovraccarico dei pronto soccorso. È questa la linea indicata dall’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia, intervenuto in commissione Sanità durante il confronto sulle criticità registrate nella Bat e nell’area metropolitana di Bari.

Il messaggio politico è chiaro: la sanità in Puglia non passerà da un taglio della rete ospedaliera. Pentassuglia ha escluso riduzioni dei posti per acuti collegate al piano di rientro e ha spiegato che il lavoro della Regione punta piuttosto a rivedere l’uso dei posti letto e i meccanismi interni che rallentano ricoveri, consulenze e dimissioni.

Il provvedimento annunciato dall’assessore dovrebbe arrivare in Giunta tra il 15 e il 20 aprile. Nasce, ha spiegato, dopo tre mesi di confronto con direttori generali, commissari e primari delle strutture pugliesi. L’obiettivo è intervenire in modo pratico sulle attese nei pronto soccorso, che in molti casi restano il punto più fragile dell’intera organizzazione sanitaria regionale.

Sanità in Puglia, il piano per ridurre le attese

La Regione vuole agire su più fronti. Da una parte, accelerare le consulenze specialistiche e rendere più rapido il passaggio dei pazienti dal pronto soccorso ai reparti. Dall’altra, responsabilizzare maggiormente le unità operative sulle dimissioni, così da liberare posti letto in tempi compatibili con le esigenze dell’emergenza.

In questo quadro, Pentassuglia ha richiamato il modello del Policlinico di Bari, dove il sistema di bed management viene già utilizzato per monitorare in tempo reale la disponibilità dei letti. Il principio è semplice: sapere subito quali posti sono liberi e dare priorità ai ricoveri urgenti rispetto a quelli programmati quando la pressione aumenta.

Secondo quanto riferito dal direttore sanitario del Policlinico, Denny Sivo, negli ultimi sei mesi questo metodo ha consentito di ridurre del 30 per cento i tempi di attesa al pronto soccorso. Un dato che la Regione considera un riferimento utile per estendere la stessa impostazione ad altre aziende sanitarie.

Personale e mobilità, i nodi aperti

Accanto all’organizzazione, resta il problema degli organici. Pentassuglia ha parlato di concorsi deserti e di una scarsa attrattività del lavoro nell’area dell’emergenza-urgenza, uno dei settori più esposti nelle strutture pubbliche.

Per provare a colmare queste carenze, la Regione sta lavorando a un accordo con i medici del 118, con l’obiettivo di recuperare nuove risorse e ridefinire la distribuzione delle automediche in base alle caratteristiche dei territori. Parallelamente sono state autorizzate procedure di reclutamento anche a tempo determinato per compensare il personale in uscita.

Un altro passaggio riguarda la mobilità sanitaria. L’assessorato sta raccogliendo i dati, azienda per azienda, per avere un quadro più preciso degli spostamenti dei pazienti dentro e fuori regione. Un monitoraggio che servirà a misurare meglio i flussi e a programmare gli interventi successivi.

La direzione indicata dalla Regione, dunque, è quella di una riorganizzazione della sanità in Puglia senza chiusure di ospedali. La verifica arriverà con la delibera annunciata e soprattutto con la sua applicazione concreta nelle strutture più in difficoltà.

Redazione Pugliapress

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