Sanità, FdI: “53mila pugliesi costretti a curarsi fuori regione”

Duro attacco al presidente Decaro: “Non accusi i cittadini, ricostruisca il sistema sanitario pugliese”
La mobilità passiva in Puglia diventa terreno di scontro politico. Fratelli d’Italia punta il dito contro la gestione della sanità regionale dopo i dati sui pugliesi costretti a spostarsi per curarsi.
Secondo il gruppo regionale del partito, sono 53mila i cittadini che ogni anno lasciano la Puglia per ricevere cure in altre regioni. Un fenomeno che, per FdI, non può essere interpretato come una libera scelta, ma come una necessità legata alle carenze del sistema sanitario locale.
A firmare la nota sono il capogruppo Paolo Pagliaro, la vice Tonia Spina e i consiglieri regionali del partito. Il messaggio è diretto: il problema non sono i pazienti che vanno via, ma un sistema che non riesce a garantire risposte adeguate.
Mobilità passiva in Puglia, la critica a Decaro
Nel mirino finisce il presidente della Regione, Antonio Decaro, che ha recentemente richiamato il costo della mobilità passiva, quantificato in 345 milioni di euro. Per Fratelli d’Italia, però, il punto non è il peso economico, ma le ragioni che stanno dietro ai numeri.
Secondo i consiglieri, migliaia di famiglie sono costrette a spostarsi per affrontare cure complesse, con costi e difficoltà rilevanti. Tra i casi citati ci sono pazienti con disturbi alimentari, bambini con patologie rare e persone che necessitano di percorsi riabilitativi o terapie specialistiche non disponibili in Puglia.
Particolare attenzione viene posta sull’assistenza pediatrica. FdI segnala la necessità, per molte famiglie, di rivolgersi a strutture fuori regione come il Gaslini di Genova o il Bambino Gesù di Roma, evidenziando criticità nell’offerta sanitaria locale e l’assenza di un polo pediatrico nel Salento.
“Ricostruire la sanità pugliese”
La richiesta politica è netta: la Regione deve assumersi le proprie responsabilità. Fratelli d’Italia invita Decaro a non attribuire colpe ai cittadini che scelgono di curarsi altrove, ma ad avviare un intervento strutturale sul sistema sanitario.
Nel documento si parla di anni di tagli, sprechi e inefficienze che avrebbero indebolito la rete sanitaria pugliese. Viene inoltre respinta l’idea che il problema sia legato all’attrattività delle strutture del Nord Italia: secondo FdI, la vera causa è una sanità regionale giudicata lenta e poco efficace.
Il gruppo chiede anche una revisione della spesa, con l’obiettivo di eliminare sprechi e interventi inutili. Tra gli esempi citati, appalti ritenuti poco utili, reparti non utilizzati e macchinari non ancora entrati in funzione.
Infine, Fratelli d’Italia contesta lo scaricabarile verso il Governo centrale, ricordando le risorse destinate alla sanità pugliese e chiedendo una gestione più efficiente.
La questione della mobilità passiva resta così al centro del dibattito regionale, tra conti pubblici e qualità dei servizi. Sullo sfondo, la richiesta di garantire ai cittadini cure accessibili senza dover lasciare la propria regione.

PugliaPress
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