Festival della Valle d’Itria 2026, a Martina Franca il Mediterraneo diventa musica

Il Festival della Valle d’Itria 2026 torna a Martina Franca dal 14 luglio al 2 agosto. La 52ª edizione sceglie il Mediterraneo come filo conduttore. Il tema voluto dalla direttrice artistica Silvia Colasanti mette al centro il mito, l’incontro tra culture e il valore dell’accoglienza. Per oltre venti giorni, la città e altri luoghi del territorio pugliese ospiteranno opere, concerti, incontri e approfondimenti.
La rassegna, organizzata dalla Fondazione Paolo Grassi, conferma una linea chiara. La musica non guarda solo al passato, ma diventa uno strumento per leggere il presente. Il programma attraversa quattro secoli, dal repertorio barocco fino alla contemporaneità, con una particolare attenzione al Novecento storico italiano ed europeo.
Le opere del Festival della Valle d’Itria 2026
Tra gli appuntamenti centrali del Festival della Valle d’Itria 2026 c’è il dittico inaugurale a Palazzo Ducale con Pulcinella di Igor Stravinskij e La favola di Orfeo di Alfredo Casella. Due lavori diversi, ma uniti dal dialogo con il mito e con la tradizione classica reinterpretata in chiave novecentesca.
Grande attesa anche per Carmen di Georges Bizet. L’opera sarà proposta nella partitura originale del 1874, in una versione scenica mai rappresentata finora. È uno degli elementi più forti dell’edizione 2026. Accanto a questo titolo ci sarà anche Il schiavo di sua moglie di Francesco Provenzale, dramma per musica del Seicento riportato in scena in prima esecuzione in tempi moderni.
Le dichiarazioni di Punzi e Colasanti
Durante la presentazione, il presidente della Fondazione Paolo Grassi Michele Punzi ha definito il Festival un appuntamento sempre più unico. Ha sottolineato il suo profilo internazionale, ma anche il legame profondo con il territorio. Secondo Punzi, la manifestazione continua a essere un motore di crescita culturale, sociale ed economica per Martina Franca e per la Valle d’Itria.

Silvia Colasanti ha spiegato che il Mediterraneo attraversa l’intero cartellone in forme diverse. È radice culturale, luogo di scambio e spazio umano segnato anche da storie difficili. La direttrice artistica ha ribadito che la musica può porre domande, suscitare emozioni e accompagnare una riflessione sul presente.

Concerti, incontri e territorio
Accanto alle tre nuove produzioni liriche, il Festival della Valle d’Itria 2026 proporrà concerti sinfonici e cameristici, un progetto speciale affidato a Marco Baliani, il convegno dedicato a Stravinskij e Casella e la rassegna “In Orbita” tra piazze e contrade. Il programma valorizza anche chiostri, basiliche, masserie e luoghi storici della Valle d’Itria.
Per il pubblico sarà un viaggio musicale ampio e coerente. Per il territorio sarà invece un’occasione concreta di valorizzazione culturale e turistica. Il Festival si conferma così uno degli appuntamenti più identitari dell’estate pugliese, capace di unire qualità artistica, ricerca e forte riconoscibilità.

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