Calcio

URBANO: “PLAYOFF DI ECCELLENZA DURISSIMI. TARANTO, SIETE IN OTTIME MANI”

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di Guglielmo De Feis


Attualmente al timone del Formia in Promozione laziale, dopo un avvio di stagione alla guida del Cassino in Serie D, il ciociaro di Piedimonte San Germano Corrado Urbano – profondo conoscitore del calcio minore italiano, tre stagioni da calciatore nel Bari a fine anni Ottanta (due in A) e un passato anche sulla panchina della Primavera biancorossa – analizza le difficoltà dei playoff di Eccellenza.

«Innanzitutto voglio dire ai tifosi tarantini che conosco bene la famiglia Ladisa: quando guidavo la Primavera del Bari avevamo il loro sponsor sulle maglie e mangiavamo in un loro locale, ci fornivano tutto. Mimmo, il padre di Sebastiano e Vito, era sempre con noi e si sedeva in panchina al mio fianco. Un autentico tifoso appassionato, oltre che una persona splendida. Posso garantirvi che avete alle spalle una proprietà solida e sicura: non tragga in inganno la scelta di lasciare Monopoli, lì c’erano anche problemi di altro genere. E ve lo dico perché in quella città ho avuto la mia prima figlia dal mio primo matrimonio e conosco benissimo quell’ambiente. Sono anche amico da anni di Danilo Pagni, ottimo cultore di calcio e scopritore di talenti: state tranquilli, siete in ottime mani».

Sulle semifinali interregionali, Urbano individua le insidie: «In Campania una tra Apice, Battipagliese e Pro Ebolitana salirà direttamente in D. Sono tre squadre ostiche e di qualità, soprattutto la Battipagliese, che ha anche una storia importante nei professionisti. In Molise, terra in cui ho allenato (a Venafro, secondo nella massima categoria regionale), la squadra che rappresenterà la regione è forte, ma non credo sia superiore al Taranto come organico. Non conosco invece la compagine siciliana, non ho in mano la situazione dei due gironi isolani. Posso però garantirvi che il Bisceglie, in Coppa Italia contro la Boreale, non avrà problemi: il divario tra le due rose è troppo ampio».

Oggi Urbano allena il Formia, un tempo icona della vecchia C2: «Ho preso questa squadra meno di due mesi fa in zona retrocessione e ora siamo a ridosso dei playoff. Uno pensa che questi campionati siano facili per il nome che porti, ma è l’esatto opposto: diventa ancora più difficile quando affronti avversari apparentemente poco conosciuti che, sapendo il tuo blasone, giocano la partita della vita».

Inevitabile un passaggio sullo Iacovone: «La mancanza dello stadio incide, senza dubbio. È sempre stata la vostra roccaforte. Ci sono stato da avversario e so bene cosa significa. Ma anche la Serie D è diventata un campionato ostico, non solo il girone H. Io ero nel girone G ed è altrettanto difficile, con insidie enormi: le squadre sarde non sono affatto materasso, per citare un esempio. A 64 anni credo di poterne parlare con un po’ di esperienza».


Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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