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ASL Lecce, nuova sala d’attesa inclusiva per i pazienti con disabilità al Fazzi

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LECCE – ASL Lecce apre una nuova fase dell’accoglienza sanitaria al Vito Fazzi. Oggi, mercoledì 25 marzo, il Servizio di Odontoiatria Sociale ha presentato la sala d’attesa umanizzata dedicata ai pazienti con disabilità. L’intervento migliora uno spazio decisivo. Qui, infatti, inizia il rapporto tra paziente e struttura sanitaria.

L’iniziativa nasce grazie all’associazione Cuore e mani aperte OdV, fondata e guidata da Don Gianni Mattia. Gli arredi arrivano dalla donazione di Deghi spa, già vicina in passato ad altri progetti sociali sul territorio. Il risultato è un ambiente più ordinato, più accogliente e più facile da vivere per pazienti, famiglie e caregiver.

ASL Lecce, al Fazzi un’accoglienza più attenta ai pazienti con disabilità

Per chi affronta condizioni di fragilità, anche l’attesa conta. Uno spazio ben pensato può ridurre l’ansia, favorire l’orientamento e rendere più semplice il contatto con gli operatori. Nel caso dei pazienti con disabilità, questi aspetti hanno un peso ancora maggiore. La sala d’attesa non è solo un luogo di passaggio. Diventa parte concreta del percorso di cura.

Don Gianni Mattia ha spiegato che la qualità delle cure passa anche dalla qualità degli ambienti. Umanizzare uno spazio, ha detto, significa prendersi cura della persona prima ancora dell’intervento sanitario. Il direttore di Odontoiatria e Stomatologia Sociale, Raffaele Piccinonno, ha definito la nuova sala un passo importante verso una sanità più inclusiva. Ha ricordato anche il valore della Special Care Dentistry, presente nella struttura da anni, e l’impegno a garantire cure odontoiatriche in un contesto rispettoso e sereno.

Alla cerimonia hanno partecipato il direttore generale di ASL Lecce Stefano Rossi, la dottoressa Roberta Tornese per la direzione sanitaria del Fazzi, operatori sanitari e rappresentanti dell’associazione. Il progetto rafforza la collaborazione tra sanità pubblica e Terzo Settore. Per il lettore, il messaggio è chiaro: a Lecce cresce un modello di cura più inclusivo, umano e vicino alle persone fragili.

Redazione Pugliapress

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