Epatite A, l’allerta della Asl Brindisi su sintomi, contagio e prevenzione

L’epatite A torna al centro dell’attenzione sanitaria dopo i casi segnalati in Campania dall’inizio dell’anno. La Asl Brindisi richiama cittadini e operatori del settore alimentare a comportamenti responsabili per limitare la diffusione dell’infezione, che nella maggior parte dei casi ha un decorso benigno ma può diventare grave nelle persone fragili.
L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata da un virus che si trasmette per via oro-fecale, soprattutto attraverso acqua o alimenti contaminati e tramite contatto diretto con persone infette. Il contagio può avvenire anche prima della comparsa dei sintomi, perché il virus è presente nelle feci già diversi giorni prima dell’esordio clinico. Il periodo di incubazione varia in genere da 15 a 50 giorni.
Tra i segnali a cui prestare attenzione ci sono febbre, nausea, malessere, perdita di appetito, dolori addominali, urine scure e ittero. Nei bambini piccoli l’infezione può essere asintomatica, mentre negli adulti e in chi soffre già di patologie epatiche i sintomi possono presentarsi in forma più severa.
Epatite A, come prevenire il contagio
La prevenzione passa da regole igieniche semplici ma decisive: lavare bene le mani, evitare contaminazioni tra cibi crudi e cotti, usare acqua sicura, lavare con cura frutta e verdura e consumare solo alimenti provenienti da filiere controllate. Un’attenzione particolare riguarda i molluschi crudi o poco cotti, indicati tra i possibili veicoli del virus.
La vaccinazione resta uno strumento efficace e sicuro. In Puglia viene offerta attivamente ai bambini dal dodicesimo mese di vita ed è raccomandata anche alle categorie più esposte. “Informarsi correttamente è il primo passo per adottare comportamenti consapevoli e ridurre il rischio di infezione”, ha dichiarato Stefano Termite, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl Brindisi.
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