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Bari, autorizzazioni nel caos: protesta dei locali nelle aree vincolate

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A Bari esplode il caos autorizzazioni e i ristoratori delle zone vincolate si preparano alla mobilitazione. Al centro della protesta ci sono le nuove regole comunali che, secondo i gestori di locali e ristoranti, impongono condizioni più rigide rispetto a quelle previste negli altri quartieri della città. Una disparità che ora potrebbe sfociare in un ricorso al Tar.

Il nodo riguarda il rinnovo delle autorizzazioni semplificate concesse durante l’emergenza Covid. Molti esercenti si sono accorti del problema solo al momento della richiesta di rinnovo, dopo aver lasciato scadere quei permessi temporanei. In quel momento, però, non si sono più trovati davanti al vecchio quadro normativo, ma alle disposizioni contenute nel regolamento comunale sulle nuove aperture approvato a giugno scorso.

Caos autorizzazioni a Bari, cosa contestano i ristoratori

Secondo i gestori delle attività situate nelle aree vincolate, il nuovo regolamento introduce un sistema di punteggi differente rispetto a quello applicato nel resto della città. In pratica, per ottenere l’autorizzazione in alcune zone di Bari servirebbero requisiti più severi, con effetti diretti sulla possibilità di proseguire o avviare l’attività. È proprio questo doppio binario ad alimentare la contestazione.

I ristoratori parlano di regole penalizzanti e di un impatto concreto sul lavoro quotidiano, sugli investimenti e sulla programmazione delle attività. Da qui la scelta di organizzarsi e valutare un’azione legale davanti al Tribunale amministrativo regionale. La vicenda potrebbe aprire un nuovo fronte tra amministrazione comunale e imprese della ristorazione, in una fase già delicata per il settore.

Per i cittadini e per gli operatori economici, la questione non riguarda solo la burocrazia. In gioco c’è l’equilibrio tra tutela delle aree vincolate, libertà d’impresa e regole uguali per tutti. Ed è su questo terreno che a Bari si annuncia una mobilitazione destinata a far discutere.

Redazione Pugliapress

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