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Cozze tarantine, denuncia di Veraleaks: “Greche vendute come prodotto di Taranto”

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Si riaccende il caso delle cozze tarantine vendute, secondo una denuncia pubblica di Veraleaks, come prodotto locale pur provenendo in realtà dalla Grecia. A sollevare la questione è Luciano Manna, che parla di un danno d’immagine pesante per i mitilicoltori di Taranto proprio mentre la stagione della cozza nera autoctona è alle porte.

Al centro della denuncia c’è un video diffuso sui social da alcuni commercianti napoletani, nel quale vengono mostrate e descritte cozze presentate come tarantine. Secondo Veraleaks, però, si tratterebbe di mitili greci. Il filmato, che ha raccolto migliaia di visualizzazioni, avrebbe contribuito ad alimentare confusione tra i consumatori e a colpire un comparto che da anni difende identità, qualità e tracciabilità del prodotto ionico.

Cozze tarantine e controlli, cosa denuncia Veraleaks

Manna sostiene che una parte di questi mitili venga importata dalla Grecia e poi immersa nei mari di Taranto, in particolare nel Mar Grande, prima di essere commercializzata come locale. Nella denuncia viene inoltre richiamata l’ordinanza sindacale del settembre 2022, che imponeva l’allevamento nel Mar Piccolo della sola cozza nera autoctona tarantina. Secondo Veraleaks, quella disposizione sarebbe stata più volte violata senza interventi efficaci.

Il punto, per chi produce davvero sul territorio, è doppio. Da una parte c’è la tutela del consumatore, che ha diritto a sapere cosa acquista. Dall’altra c’è la salvaguardia di un comparto simbolo di Taranto, che rischia di pagare il prezzo di pratiche contestate e di controlli ritenuti insufficienti. La denuncia ora rilancia una domanda precisa: come difendere davvero le cozze tarantine e chi lavora nel rispetto delle regole.

Redazione Pugliapress

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