Lucera, Cerignola e San Severo: UGL dice no ai tagli

FOGGIA – Lucera, Cerignola e San Severo al centro dell’allarme lanciato dalla UGL Foggia e dalla Federazione territoriale UGL Salute, che chiedono di fermare ogni ipotesi di tagli o depotenziamenti nei tre presìdi sanitari della provincia. Dopo le notizie circolate nelle ultime ore, il sindacato parla di una prospettiva grave per la sanità della Capitanata e sollecita atti formali che escludano qualsiasi riduzione dei servizi.
Secondo la UGL, i tre ospedali rappresentano punti essenziali per territori vasti e complessi. Lucera serve l’area dei Monti Dauni, Cerignola resta un riferimento per la zona ofantina, mentre San Severo copre un bacino importante del Subappennino Dauno. Il timore è che un ridimensionamento possa avere conseguenze immediate sull’assistenza, soprattutto nelle emergenze, costringendo molti cittadini a trasferimenti più lunghi verso Foggia e aggravando disagi già esistenti.
Per il segretario confederale UGL Foggia, Gabriele Taranto, la sanità territoriale non può essere sacrificata a logiche di bilancio. Il sindacato chiede chiarezza immediata all’ASL Foggia e respinge con forza qualsiasi scenario che possa indebolire strutture considerate strategiche per l’intera provincia.

Lucera, Cerignola e San Severo, il nodo del personale
La UGL richiama anche la situazione del personale sanitario. Lorenzo Pellecchia, segretario territoriale UGL Salute, denuncia organici insufficienti, turni pesanti e reparti scoperti, chiedendo stabilizzazioni del precariato, nuove assunzioni e piena tutela contrattuale. Antonio Alemanno ribadisce che ulteriori riduzioni di personale o servizi aggraverebbero un quadro già fragile.
Ora la UGL annuncia la richiesta di un tavolo urgente con ASL Foggia e istituzioni provinciali. In assenza di risposte concrete, il sindacato si dice pronto a mobilitare lavoratori e cittadini contro quella che definisce una nuova desertificazione sanitaria della Capitanata.
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