Deficit sanitario pugliese, Fials Taranto: “Il territorio jonico ha già pagato”

Il deficit sanitario pugliese torna al centro del dibattito politico e sindacale dopo il confronto tra il ministero della Salute e il dipartimento regionale della Salute sui conti del 2025. Sul disavanzo da 369 milioni di euro interviene Emiliano Messina, segretario generale della Fials Taranto, che chiede una valutazione diversa per il territorio jonico, ritenuto già fortemente penalizzato negli ultimi anni.
Secondo Messina, Taranto avrebbe sostenuto un costo sanitario e sociale più pesante rispetto ad altre province pugliesi, senza ottenere servizi adeguati in cambio. Il riferimento è alle difficoltà quotidiane vissute dai cittadini nell’accesso alle prestazioni, tra visite specialistiche difficili da prenotare, esami strumentali con risposte insufficienti e Pronto Soccorso spesso in affanno.
Il quadro, secondo il sindacato, pesa anche sugli operatori sanitari, costretti a lavorare in condizioni difficili a causa di organici non sufficienti. Per la Fials, proprio Taranto avrebbe rispettato negli anni parametri restrittivi che altrove non sarebbero stati applicati con la stessa rigidità. Una situazione che, sempre secondo Messina, si sarebbe riflessa anche sulla Sanitaservice di Taranto, dove inquadramenti e organizzazione aziendale resterebbero differenti rispetto ad altre realtà pugliesi.
Da qui la richiesta alla Regione: gli eventuali provvedimenti per affrontare il deficit sanitario pugliese non devono ricadere in modo indistinto su tutti i territori. Taranto, sostiene la Fials, non può essere trattata come una provincia che ha contribuito in egual misura al debito complessivo.
Messina richiama infine l’attenzione sul nuovo ospedale di Taranto, per il quale mancano ancora tempi certi di attivazione. Il timore è che la nuova struttura possa diventare il pretesto per ulteriori chiusure o ridimensionamenti nell’area jonica, che in passato ha già perso tre ospedali e diversi reparti. Il messaggio del sindacato è netto: i tarantini, conclude, hanno già pagato abbastanza.
PugliaPress
Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000
redazione@pugliapress.it
direttore@pugliapress.it























