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Carburanti, il governo valuta il taglio di accise e IVA: ecco quanto potremmo risparmiare

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Con benzina e gasolio vicini ai 2 euro al litro, l’esecutivo studia un intervento sulle tasse dei carburanti per contenere gli aumenti legati al petrolio.

Il possibile taglio accise carburanti torna al centro del dibattito politico. Il governo sta infatti valutando una riduzione delle accise e dell’IVA per contenere l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio.

Il prezzo dei carburanti torna al centro del dibattito politico. Con le tensioni internazionali, i conflitti in corso e l’aumento del costo del petrolio, il governo sta valutando un possibile intervento su accise e IVA sui carburanti, le due principali imposte che incidono sul prezzo finale di benzina e gasolio.

L’obiettivo sarebbe quello di contenere gli effetti degli aumenti del petrolio sui prezzi alla pompa, evitando che benzina e gasolio superino stabilmente determinate soglie psicologiche per gli automobilisti.

Benzina e gasolio vicini ai 2 euro

Secondo le rilevazioni più recenti, i prezzi dei carburanti restano elevati soprattutto nelle aree di servizio autostradali.

  • la benzina si colloca tra 1,85 e 1,90 euro al litro
  • il gasolio supera i 2 euro al litro

In alcune stazioni di servizio i prezzi possono risultare ancora più alti, soprattutto nelle tratte autostradali più trafficate.

Quando i carburanti si avvicinano a queste soglie, il dibattito sulle accise e sulle tasse sui carburanti torna inevitabilmente al centro della discussione pubblica.

Il peso delle tasse sul prezzo dei carburanti

Il prezzo alla pompa è composto da tre elementi principali:

  • il costo industriale del carburante
  • le accise stabilite dallo Stato
  • l’IVA al 22%

In media, su ogni litro di carburante:

  • circa 0,73 euro sono accise
  • circa 0,30-0,35 euro sono IVA

Questo significa che oltre la metà del prezzo pagato dagli automobilisti è costituita da tasse.

Il meccanismo allo studio

L’ipotesi allo studio del governo riguarda il sistema delle cosiddette accise mobili.

Il meccanismo prevede che quando il prezzo del petrolio aumenta e cresce anche il gettito dell’IVA sui carburanti, una parte di quell’incasso venga utilizzata per ridurre temporaneamente le accise.

In questo modo si potrebbe compensare almeno in parte l’aumento dei prezzi alla pompa senza eliminare completamente le tasse sui carburanti.

Quanto potremmo risparmiare

Il possibile risparmio dipende dall’andamento del petrolio e dall’entità dell’intervento fiscale.

Il tema del taglio accise carburanti torna ciclicamente nel dibattito pubblico ogni volta che il prezzo della benzina aumenta.

In base alle simulazioni e agli interventi già adottati in passato, il taglio delle accise potrebbe tradursi in:

  • circa 5-10 centesimi al litro nelle ipotesi più contenute
  • fino a 20-25 centesimi al litro in caso di interventi più significativi

Per un pieno medio da 50 litri il risparmio potrebbe quindi oscillare tra 5 e 12 euro circa.

Una tassa che esiste da decenni

Le accise sui carburanti sono presenti nel sistema fiscale italiano da decenni e sono state introdotte nel tempo per finanziare diverse emergenze nazionali, tra cui guerre, ricostruzioni e calamità naturali.

Con il passare degli anni queste imposte sono rimaste nel sistema fiscale e oggi rappresentano una delle principali entrate per lo Stato.

Proprio per questo motivo ogni ipotesi di riduzione o taglio delle accise continua ad aprire un confronto tra esigenze di bilancio pubblico e costo della vita.

Proprio per questo il possibile taglio accise carburanti rappresenta una delle ipotesi più discusse per contenere il prezzo alla pompa.

Antonio Rubino

Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa 

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