Calcio

GABRIELE GERETTO: “IL TARANTO PUÒ ANCORA CREDERCI. DANUCCI HA UN ORGANICO FORTE”

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di GUGLIELMO DE FEIS


Alla “giovane” età di 73 anni è ancora un instancabile viaggiatore per l’Europa in qualità di osservatore della Cremonese, guidata sul piano sportivo dall’ex rossoblù dei tempi d’oro Simone Giacchetta. Dalla Germania, dove ha appena assistito a una sfida giovanile tra Bayern Monaco e Borussia Mönchengladbach (storico club tedesco con cinque Bundeslighe, tre coppe nazionali e due Coppe Uefa in bacheca), Gabriele Geretto — veneto di San Stino di Livenza e pugliese d’adozione da oltre venticinque anni, residente a Fasano — analizza il finale di stagione del Taranto nella Premier League regionale.

«Sono ancora un uomo di campo — spiega — sebbene oggi lavori come osservatore per una società ben strutturata e con un’ottima progettualità come quella grigiorossa. Ho lasciato la panchina da anni, ma mi piace osservare i giovani talenti. In Germania la qualità è altissima: quando vedi una realtà plurititolata come il Bayern contro un club che negli anni Settanta ha vinto due trofei europei importanti, capisci cosa significhi lavorare bene sui giovani. In Italia, purtroppo, questa cultura è fuori discussione da una vita. Con quella tedesca non esistono paragoni. Duole dirlo, ma è la verità».

Vent’anni fa lei disputò una finale per la promozione in D alla guida del Fasano, perdendola al ritorno contro l’Aci Castello. Il fattore ambientale incide ancora?

«Rispetto ad allora non credo. I tempi sono cambiati. Ho allenato a lungo nel Meridione — Calabria, Puglia, Campania — e conosco bene certe dinamiche. Eravamo favoriti, ma gli etnei ebbero la fortuna di giocare il ritorno in casa e ci batterono. La fase interregionale è sempre complicata. Ora ci sono Molise e Campania? Bisognerà valutare la forza degli avversari, ma nella prima regione non vedo squadre particolarmente attrezzate. All’inizio del Millennio allenai anche a Campobasso in C2: situazione delicata sotto molti aspetti, avevo addirittura 40 giocatori e dividevo gli allenamenti tra mattina e pomeriggio».

Come mai il Taranto sta faticando in questo campionato?

«Bisogna premettere che è partito in ritardo. La squadra è stata cambiata più volte, sono stati avvicendati due direttori sportivi e, secondo me, si è sbagliato a cambiare allenatore per poi richiamare il primo. Non essendo dentro le dinamiche societarie non posso giudicare oltre. Credo però che l’organico a disposizione di Danucci sia forte e possa ambire al salto di categoria. Bisogna crederci. E se il Bisceglie dovesse vincere la Coppa Italia, si aprirebbe anche una chance in più».

Crede nella dirigenza Ladisa?

«Mi sembrano persone con idee chiare e grande determinazione. Ho allenato a Monopoli e so che hanno vinto due campionati dilettantistici, anche se poi si sono defilati. A Taranto, però, credo abbiano progettualità importanti, sia calcistiche che extra. Questo è un grande vantaggio. Sono convinto che con i Giochi del Mediterraneo la città avrà un forte rilancio d’immagine e un’impiantistica rinnovata, con uno stadio che diventerà una vera bomboniera, fondamentale per il futuro».


Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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