Ambiente TarantoEvidenza Tarantogiustizia e processiindustria

Taranto, esposto in Procura sull’ex Ilva: nel mirino Urso, commissari e vertici aziendali

Pubblicità

TARANTO – Oggi, mercoledì 4 marzo, Luciano Manna (VeraLeaks), Carla Luccarelli (Giorgioforever) e Lucia Minerba (Giustizia per Taranto) hanno depositato un esposto in Procura sull’ex Ilva a Taranto. Nel documento chiedono alla magistratura di verificare le responsabilità dei gestori di Acciaierie d’Italia. Chiedono anche di accertare eventuali profili a carico dei Commissari di Governo, del ministro Adolfo Urso e dei responsabili dello stabilimento, tra direttori e capi area.

Dal Comune al Commissariato Borgo

Il gruppo è partito da Palazzo di Città. Qui ha incontrato il sindaco Piero Bitetti e ha illustrato i punti dell’esposto in Procura sull’ex Ilva a Taranto. Poi si è spostato in Prefettura con alcuni consiglieri comunali. Ha chiesto un incontro con il prefetto. Infine ha consegnato gli atti al Commissariato Borgo della Polizia di Stato, che li ha ricevuti per conto della Procura di Taranto.

Gli incidenti in agglomerato e la morte di Loris Costantino

Nell’esposto i firmatari richiamano un evento incidentale in agglomerato che, secondo quanto riferiscono, è costato la vita a Loris Costantino. Allegano foto inedite diffuse da VeraLeaks e video degli impianti. Dicono di aver già depositato parte di quel materiale in denunce presentate negli anni scorsi.
I firmatari chiedono alla Procura perché non si sia intervenuti prima. Collegano il caso anche al decesso di Salamida. Sostengono che le dinamiche siano simili. Indicano le stesse carenze di sicurezza.

Le emissioni di febbraio dagli altoforni 2 e 4

Un altro punto riguarda gli eventi emissivi di febbraio. I firmatari portano evidenze sulle emissioni dell’altoforno 2 e dell’altoforno 4. Allegano anche documenti interni dei sindacati. Secondo quanto riportano, quei documenti mostrano contatti con l’azienda nelle stesse ore.
Nel testo definiscono le emissioni nocive. Sostengono che possano danneggiare aria, suolo e acqua.

La sentenza del Tribunale di Milano e i procedimenti richiamati

Nell’esposto i firmatari allegano anche la sentenza del Tribunale di Milano. La indicano come un passaggio chiave. Nel loro racconto, la decisione sostiene lo stop degli impianti e richiama anni di battaglie ambientali a Taranto.
Nel documento citano la sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo del gennaio 2019, che condanna lo Stato italiano per violazione del diritto alla vita. Citano anche il processo “Ambiente svenduto” e il trasferimento a Potenza. Richiamano inoltre la procedura di infrazione ancora aperta presso la Commissione europea. Aggiungono la denuncia al mediatore europeo, avviata nel 2013. Per loro, questi passaggi confermano che le denunce dei cittadini erano fondate.

Il tema diossina e i dati Asl sul Mar Piccolo

I firmatari riportano anche il tema diossina. Dicono che la recente sentenza di Milano la menziona più volte. Rivendicano di aver mantenuto alta l’attenzione negli anni.
Allegano le analisi più recenti dell’Asl di Taranto sul Mar Piccolo. Indicano valori oltre i limiti per diossina e PCB. Fanno riferimento a dati 2024 e 2025.

Cosa succede adesso

Ora decide la Procura di Taranto. Valuterà l’esposto, i documenti allegati e i profili indicati. La città segue due questioni decisive. La prima riguarda la sicurezza in fabbrica. La seconda riguarda la tutela dell’ambiente.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio