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Ex Ilva di Taranto, operaio di 36 anni muore dopo una caduta nel reparto Agglomerato

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La tragedia all’ex Ilva di Taranto riaccende l’allarme sicurezza. Un operaio di 36 anni, Loris Costantino, è morto dopo essere precipitato da un’altezza di circa dieci metri all’interno dello stabilimento siderurgico.

L’incidente è avvenuto nella mattinata del 2 marzo nel reparto Agglomerato dell’ex Ilva di Taranto. Il giovane lavorava per la ditta di pulizie Gea Power, impresa dell’indotto impegnata in attività all’interno del sito industriale. Secondo le prime informazioni, sarebbe caduto da un piano di calpestio mentre stava svolgendo il proprio turno.

Subito soccorso dai colleghi e dal personale interno, è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Santissima Annunziata. Le sue condizioni sono apparse da subito gravissime. I medici hanno riscontrato lesioni importanti, in particolare al torace e a un braccio. Poco dopo il ricovero, il 26enne è deceduto, come confermato da fonti dell’Asl.

Sull’accaduto sono in corso accertamenti per chiarire l’esatta dinamica della caduta e verificare eventuali responsabilità. Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria ha espresso “profondo cordoglio per la tragica scomparsa” del lavoratore, sottolineando che sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie. L’azienda ha inoltre ribadito la piena collaborazione con le autorità competenti per mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti.

La morte del giovane operaio riporta al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, in uno degli stabilimenti industriali più grandi e complessi d’Europa. Per Taranto è un nuovo giorno di lutto, mentre si attendono gli esiti delle indagini per comprendere cosa sia accaduto in quei minuti decisivi.

Redazione Pugliapress

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