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Olio straniero +57%: da oggi scatta la tracciabilità ICQRF per l’import a dazio zero

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Nel 2025 gli arrivi in Italia di olio d’oliva straniero sono aumentati del 57%. Coldiretti e Unaprol chiedono regole più chiare per evitare frodi, etichette ingannevoli e concorrenza sleale. Da qui l’attenzione sulla tracciabilità ICQRF, che punta a rendere più trasparente la gestione degli oli importati.

Tracciabilità ICQRF: cosa cambia dal 1° marzo 2026

Dal oggi l’ICQRF introdurrà un obbligo più preciso nel Registro Telematico (Rto). Chi opera con oli in Perfezionamento Attivo (Tpa) dovrà indicare in modo puntuale la natura del prodotto e registrare anche le operazioni di “equivalenza”. Per Coldiretti e Unaprol è un passaggio decisivo: riduce le aree grigie e rafforza i controlli sui flussi in ingresso.

Tracciabilità ICQRF e import a dazio zero

Secondo le due organizzazioni, negli anni il Tpa ha favorito l’importazione di olio estero a dazio zero per essere lavorato e riesportato, ma senza garanzie sufficienti sulla destinazione finale. Questo meccanismo, sostengono, ha inciso sul mercato e ha contribuito a comprimere il valore dell’olio italiano. Viene citato, a titolo di esempio, l’olio tunisino che arriverebbe in Italia a circa 3,5 euro al litro, con la richiesta di controlli più puntuali.

Granieri: trasparenza come regola

“Apprezziamo l’intervento dell’Icqrf”, dichiara David Granieri, presidente di Unaprol e vicepresidente di Coldiretti. Per Granieri la tracciabilità ICQRF deve diventare “un’arma di precisione” contro le ambiguità: i flussi extra-UE destinati a lavorazione e riesportazione non devono confondersi con l’olio nazionale. Le direttive del Masaf prevedono diciture specifiche nel registro per ogni operazione sugli oli in Tpa e sanzioni in caso di inadempienze.

Coldiretti e Unaprol chiedono anche l’aggiornamento tecnico dell’applicativo Rto. L’obiettivo è arrivare a una tracciabilità ICQRF sempre più automatizzata, utile a tutelare produttori corretti e consumatori, e a difendere la reputazione degli extravergini italiani.

Redazione Pugliapress

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