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Bomba  ecologica tra i vigneti a Pozzelle scatta l’esposto alla Procura.

Altra iniziativa di Mimmo Carrieri giornalista ecologista.

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Tra i filari delle vigne, a pochi chilometri dal centro abitato di Manduria, si consuma da oltre trent’anni uno scempio ambientale che oggi torna al centro dell’attenzione pubblica. È la discarica abusiva di contrada Ruggiano – Pozzelle, un’area agricola trasformata nel tempo in una vera e propria bomba ecologica. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è Mimmo Carrieri, giornalista ed ecologista, responsabile regionale della Cpa Ambiente, che ha presentato un nuovo esposto alla Procura della Repubblica. Carrieri segue la situazione dal 2013, quando segnalò per la prima volta le condizioni di grave degrado ambientale e igienico-sanitario. Al centro della denuncia vi è un invaso privo di recinzione, adiacente a terreni coltivati a vigneto, da cui si produce uno dei vini simbolo della Puglia. L’area, secondo quanto riportato nell’esposto, si presenta come un lago di acque stagnanti e maleodoranti, profondo circa dieci metri e con un’estensione compresa tra i duemila e i tremila metri quadrati. Intorno e dentro l’invaso si accumulano rifiuti di ogni genere, compresi materiali classificati come speciali e speciali pericolosi: lastre di eternit contenenti amianto, metalli e inerti da costruzione, plastica, pneumatici usati, elettrodomestici dismessi, vetro e persino carcasse di animali. Un quadro allarmante che, già nel maggio 2013, portò al sopralluogo del Servizio di Prevenzione della ASL di Taranto. Il verbale redatto dai tecnici attestò la gravità della situazione e segnalò un concreto pericolo per la pubblica incolumità e per l’ambiente, con richiesta urgente di intervento, messa in sicurezza e bonifica indirizzata al Comune. Da allora, però, secondo quanto denunciato, non sarebbe stato eseguito alcun intervento risolutivo. Nel corso degli anni si sono susseguiti ulteriori controlli e sequestri da parte della Guardia di Finanza, sopralluoghi dei Vigili del Fuoco e servizi giornalistici su testate locali e nazionali, fino all’attenzione di programmi televisivi di grande ascolto. Eppure, la discarica è rimasta lì, ampliandosi ed aggravandosi progressivamente. A rendere il quadro ancora più inquietante sono le segnalazioni di alcuni agricoltori della zona, in quanto,  le acque stagnanti dell’invaso, potenzialmente contaminate, verrebbero talvolta utilizzate per l’irrigazione delle colture o durante i trattamenti fitosanitari. Un’ipotesi che, se confermata, aprirebbe scenari preoccupanti non solo per la salute pubblica, ma anche per l’intera filiera agroalimentare e per l’immagine di un territorio fortemente legato alla qualità delle sue produzioni vitivinicole. Nell’esposto presentato alla Procura, Carrieri chiede di disporre tutti gli accertamenti necessari per verificare eventuali profili di illiceità penale e individuare i possibili responsabili. L’obiettivo è fare finalmente luce su una vicenda che si trascina da decenni e ottenere la bonifica definitiva dell’area. La questione di Ruggiano–Pozzelle rappresenta soltanto  una ferita ambientale ma  è il simbolo di un conflitto irrisolto tra tutela del territorio e abbandono, tra eccellenze agricole e degrado. In una terra che fonda parte della propria identità sul paesaggio e sulla qualità dei suoi prodotti, la presenza di una discarica abusiva tra i vigneti rappresenta una contraddizione non più tollerabile. Gianluca Ceresio

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