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Sanremo 2026, l’assenza di Al Bano pesa nella finale del Festival

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Si chiude questa sera Sanremo 2026, con la proclamazione del vincitore della 76ª edizione. Una settimana intensa, tra musica, polemiche e ascolti importanti, anche se lontani dai picchi record degli ultimi anni. Ma al di là della classifica finale, questa edizione sarà ricordata per un’assenza che ha fatto discutere fin dalla prima serata: l’assenza di Al Bano.

Antonio Rubino direttore di Puglia Press e della testata nazionalr News Italy News (Nella foto con Albano in occassione dei 25 anni della testata)
Antonio Rubino direttore di Puglia Press e della testata nazionalr News Italy News (Nella foto con Albano in occassione dei 25 anni della testata)

Non si tratta di una polemica costruita. È un dato che si è imposto naturalmente nel racconto del Festival. Al Bano Carrisi aveva presentato un brano per partecipare a Sanremo 2026. Aveva parlato di contatti e segnali positivi, prima dell’esclusione dalla lista dei Big. Una decisione che rientra nelle prerogative del direttore artistico Carlo Conti, ma che non ha chiuso il dibattito.

Il punto non è soltanto la mancata partecipazione in gara. L’assenza di Al Bano a Sanremo 2026 è diventata ancora più evidente perché non è stato coinvolto in alcun modo: né come ospite, né con un riconoscimento ufficiale alla carriera. Per un artista che ha attraversato decenni di Festival con brani entrati nella memoria collettiva italiana, la scelta non è passata inosservata.

Durante una gag di Alessandro Siani insieme a Carlo Conti, il nome di Al Bano è tornato sul palco dell’Ariston. Una battuta, come tante altre. La satira fa parte del linguaggio sanremese. Ma quando l’ironia si posa su un’assenza così evidente, la percezione cambia. Non è la battuta in sé a pesare, quanto il contesto in cui si inserisce.

Al Bano non è un artista qualunque nella storia di Sanremo. Ha collezionato partecipazioni, duetti memorabili, canzoni che ancora oggi fanno parte del patrimonio popolare italiano. È stato un punto fermo del Festival, un riferimento costante per il pubblico televisivo. Ha rappresentato l’Italia nel mondo, contribuendo a rafforzare l’identità della musica leggera italiana. Ignorare completamente questo percorso significa lasciare fuori una parte significativa della memoria sanremese.

In questa edizione è stato giustamente celebrato il percorso di Caterina Caselli con un riconoscimento ufficiale alla carriera. Un omaggio meritato, che ha reso onore a una figura importante della musica italiana. Proprio per questo il confronto diventa inevitabile. Se è stato riconosciuto il contributo storico di Caterina Caselli, è legittimo chiedersi perché non sia stato previsto un momento analogo per Al Bano. Non una gara forzata, ma un tributo pubblico coerente con il peso della sua storia al Festival.

Intanto la Puglia, a Sanremo 2026, è stata rappresentata con qualità. Serena Brancale ha portato intensità e identità musicale. Raf ha confermato esperienza e solidità artistica. Con la presenza di Al Bano, in gara o in un momento celebrativo, sarebbe stato un tris pugliese capace di unire generazioni e pubblici differenti, rafforzando il legame tra il Festival e una terra che ha dato molto alla musica italiana.

C’è poi il tema degli ascolti. I numeri di Sanremo 2026 restano rilevanti, ma inferiori rispetto agli anni record recenti. Nulla che possa parlare di crisi, ma abbastanza per stimolare una riflessione. Figure storiche e trasversali come Al Bano non portano soltanto canzoni. Portano pubblico, memoria, attenzione mediatica. È legittimo domandarsi se l’assenza di un artista così riconoscibile non abbia inciso, almeno in parte, anche su questo fronte.

Questa sera sarà proclamato il vincitore di Sanremo 2026. Le classifiche faranno il loro corso, come sempre. Ma il Festival non è soltanto competizione. È racconto collettivo, memoria condivisa, rispetto per chi ha contribuito a costruirne la storia. E quando una figura che per anni è stata un punto fermo dell’Ariston resta fuori dal racconto ufficiale, quell’assenza si avverte. Anche oltre il televoto. Anche oltre gli ascolti.


Antonio Rubino

Antonio Rubino è giornalista, editore e direttore del Gruppo Puglia Press e de La Voce del Popolo. Esperto di comunicazione e organizzatore di grandi eventi, ha collaborato anche con la RAI. Leggi la biografia completa 

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