Bandiere del Gusto in Puglia: Coldiretti conta 414 PAT e 35 nuove eccellenze

La Puglia rafforza il suo patrimonio agroalimentare. Le Bandiere del Gusto in Puglia salgono a 414, con 35 riconoscimenti in più rispetto all’ultima revisione. Si tratta dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali riconosciuti dal MASAF. Per Coldiretti Puglia è un patrimonio da proteggere e valorizzare. Inoltre la filiera agroalimentare regionale vale circa 13 miliardi di euro.
I dati arrivano dall’analisi di Coldiretti Puglia. La presentazione si è svolta al Mercato coperto dei contadini di Campagna Amica di Bari. All’incontro era presente anche la presidente della Camera di Commercio di Bari, Luciana Di Bisceglie. In questo modo si è fatto il punto sulla ventiseiesima revisione dei PAT.
Che cosa serve per essere riconosciuti PAT
Per ottenere il riconoscimento PAT serve una tradizione consolidata. In particolare, il prodotto deve essere presente da almeno 25 anni nella stessa area geografica. Le modalità devono essere documentate nel tempo. Conta il legame con il territorio e, allo stesso tempo, contano i metodi di produzione tipici. Così si conservano gusto, identità e valore culturale.
Secondo Coldiretti, questo patrimonio vive grazie ai contadini. Infatti sono loro a custodire biodiversità e saperi locali. È un lavoro quotidiano, spesso invisibile. Tuttavia resta decisivo per mantenere vive le produzioni storiche.
Coldiretti: “Difendere il vero Made in Italy è essenziale”
“A garantire questo patrimonio ci sono i contadini, veri eroi della biodiversità”, ha detto Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia. Piccioni ha poi sottolineato il valore delle Bandiere del Gusto. Le considera uno strumento utile per far conoscere le eccellenze regionali. Di conseguenza, sostiene che vadano tutelate in una fase delicata per il Made in Italy.
Il tema è anche economico. Però resta prima di tutto identitario. Ogni prodotto racconta un territorio e, spesso, una famiglia. Per questo le lavorazioni tramandate diventano un elemento di qualità.
I prodotti simbolo tra salumi, formaggi, oli e ricette storiche
Le Bandiere del Gusto in Puglia coprono molte categorie. Ci sono 17 formaggi e 3 oli o condimenti aromatizzati. Inoltre si contano 143 prodotti vegetali naturali o trasformati. Seguono 95 paste fresche e prodotti da forno. La gastronomia tradizionale arriva a 100 preparazioni. Poi ci sono 11 preparazioni di pesci, molluschi e crostacei. Non mancano 4 prodotti di origine animale. Infine compaiono 16 bevande e liquori e 25 carni fresche con relative preparazioni.
Tra le eccellenze figurano il capocollo di Martina Franca e la salsiccia a punta di coltello dell’Alta Murgia. Spiccano anche burrata e pallone di Gravina. Accanto, trova spazio l’olio extravergine di oliva coratina. Compaiono inoltre limoncello e amaro del Gargano, insieme al latte di mandorla.
Sul fronte delle verdure emergono cima di rapa e cardoncelli. Ci sono poi lampascioni sottolio e barattiere. Non mancano capperi del Gargano e peperoni sottolio. Restano simboliche, invece, le melanzane secche al sole.
Accanto ai prodotti, ci sono piatti della memoria. Le orecchiette con le cime di rapa sono un esempio. Ci sono anche ciceri e tria. Tra i classici compaiono brasciole pugliesi e polpo alla pignatta. E ancora: baccalà con patate al forno, pettole salentine, panzerotti con ricotta dolce e parmigiana di melanzane. In pratica, è una cucina che segue stagioni e territorio.
Export, DOP e IGP: il valore della qualità pugliese
All’estero il Made in Puglia continua a crescere. A trainare sono olio, vino e pasta, cioè i prodotti simbolo della Dieta Mediterranea. Il patrimonio di qualità regionale include anche 60 cibi e vini DOP e IGP. La Puglia è all’8° posto in Italia per DOP, IGP e STG. A questi si aggiungono 4 STG nazionali e 2 bevande spiritose IG regionali. In totale si arriva a 66 Indicazioni Geografiche.
Secondo l’Osservatorio Ismea-Qualivita, il settore DOP e IGP pugliese vale 711 milioni di euro. La quota maggiore riguarda il vitivinicolo. L’agroalimentare pesa meno, ma contribuisce in modo significativo. Quindi il marchio Puglia resta competitivo.
L’allarme “fake in Italy” e la raccolta firme di Coldiretti
I primati pugliesi devono però essere difesi. Coldiretti segnala il rischio del “fake in Italy”. È il cibo straniero spacciato per italiano dopo una trasformazione sostanziale. Per esempio, succede con prosciutti esteri venduti come italiani. Oppure con latte importato trasformato e presentato come mozzarella italiana.
Per contrastare le frodi è partita una mobilitazione. L’obiettivo è raccogliere 1 milione di firme. In particolare, Coldiretti punta a una legge europea di iniziativa popolare. Al centro c’è la trasparenza di ciò che portiamo in tavola.
Che cosa cambia per chi compra e per chi produce
Le Bandiere del Gusto in Puglia rafforzano una tutela. Da un lato aiutano a riconoscere le specialità storiche. Dall’altro proteggono identità e lavoro agricolo. Inoltre diventano un argine contro imitazioni e scorciatoie. Per i consumatori significa più chiarezza. Per i produttori, invece, significa più valore da difendere.
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