Calcio

ANGELO COLLETTA, UN ANNO A TARANTO DA RICORDARE

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di GUGLIELMO DE FEIS

78 anni il prossimo 3 maggio ha vissuto una stagione in rossoblù nelle vesti di difensore nella stagione 1971-72 in B sotto l’egida di Mario Caciagli in panchina al fianco del mitico Mario Biondi e del portierone Paolo Cimpiel (nei giorni scorsi è uscito un libro dal titolo Biondi, Colletta, Cimpiel firmato dal collega Claudio Frascella).
Angelo Colletta, genovese doc ma spezzino di adozione da una vita, oggi è un pensionato sulle rive del Mar Ligure nella città Militare per eccellenza alla pari della nostra e ricorda con affetto la sua parentesi tarantina.
“Eravamo un bel gruppo di gente affiatata ed unita, lo ricordo con immenso affetto ancora oggi. Dividevo casa con Angelo Paina all’epoca e ricordo che disputammo un bel campionato anche se nel girone di ritorno gli infortuni del primo (purtroppo due anni fa ci ha lasciati) e di Tartari ci penalizzarono un pò. Sicuramente avremmo potuto ambire al vertice perchè eravamo forti e battevamo anche le grandi (noto il 2-0 alla Ternana dell’ex Corrado Viciani andato in onda in differita Rai)”.
Cosa ricorda del Presidente Di Maggio?
“Un passionale, uno che aveva costruito in prima persona uno stadio già allora bellissimo con un prato stile Wimbledon nel tennis. E poi quei tavoloni Innocenti che erano la nostra forza nelle partite casalinghe. La città forse non l’ha mai capito fino in fondo ma credo che persone perbene come lui siano davvero introvabili ancora oggi”.
Altri nomi erano Pelagalli, Teneggi, Aristei, Romanzini e Cimpiel.
“Tutte care persone di cui ho uno splendido ricordo umano prima di tutto. Purtroppo Pelagalli e Romanzini non sono più tra noi come Paina ed ovviamente è un rammarico enorme. Quindi mi dite che hanno scritto un libro citando anche me? Ne sono onorato, quell’anno tarantino è sempre nel mio cuore, lo ricorderò con enorme affetto. Compresa la splendida passionalità dei tifosi, un qualcosa di unico davvero”.
A Latina ha chiuso la carriera a soli 27 anni poi ha allenato nei settori giovanili.
“Smisi per un infortunio e cominciai ad allenare a Sarzana qui vicino La Spezia dove vivo da oltre mezzo secolo pur essendo originario di Genova. Poi ho collaborato con la Carrarese e per anni mi sono occupato di settore giovanile al Canaletto Sepor, storica società sempre della zona ligure spezzina da cui sono usciti grossi nomi arrivati in serie A.
Da qualche anno, per mia decisione personale, ho smesso e mi sono ritirato a vita privata con la famiglia. Ho ricevuto proposte ma ho declinato perchè quando si chiude un ciclo non si torna mai indietro”.
Venne a Taranto dal Mantova, lì militò con il compianto Franco Panizza ed ebbe Aldo Brindani come massaggiatore (papà di Bruno).
“Altre persone di cui avevo enorme stima umana prima di tutto. Coi virgiliani eravamo saliti in A oltretutto ma fui ceduto proprio ai pugliesi a fine stagione. Bruno è stato da voi sette anni come massaggiatore? Lo abbraccio di cuore, era spesso al fianco di suo padre (storico dei biancorossi) ed imparava il mestiere con grande bravura e passionalità”.
Spezia e Taranto, due città militari per Eccellenza da sempre e due pubblici passionali.
“Assolutamente si eppure sono distanti ben mille chilometri. Uno pensa che la Liguria sia una terra fredda di mentalità, vi assicuro che La Spezia vive di calcio quanto Taranto come passionalità di tifo.
Ora siamo in serie B ed il pubblico borbotta perchè rivuole la serie A vissuta per tre stagioni consecutive, è chiaro che se mi dite che la vostra città è nei dilettanti questo è un punto nerissimo perchè non merita assolutamente certe categorie”.
Il libro ricorda quel suo Taranto di inizio anni 70.
“Ne sono onorato, poi consentitemi di salutare di cuore Mario Biondi che è una cara persona degna di enorme stima umana prima di tutto. Vive da voi da quanto mi dite, bene, vuol dire che ama la vostra splendida città. Cimpiel invece sta a Bologna? Altra bellissima città degna di grande stima storica prima di tutto, era un signor portiere che aveva qualità eccellenti oltre ad essere una degna persona sul lato umano. Abbraccio di cuore tutta la città di Taranto ed i colori rossoblù. Ovviamente salutatemi di cuore l’avvocato Vincenzo Di Maggio (figlio del Presidente) e la sua famiglia, lo ricordo ragazzo all’epoca e mi dite che è un professionista affermato nel campo forense, mi fa enorme piacere”.
L’ingresso negli spogliatoi dello stadio fu intitolato al Presidente col nipotino Michele junior che nel dicembre 2015 scoprì la targa.
“Bellissima cosa perchè parliamo di uno dei Presidenti più cari che ho avuto in carriera. Un amante della campagna (era nativo di Fragagnano) e delle cose genuine, uno che per il Taranto ci teneva davvero perchè era prima di tutto un tifoso passionale ed autentico. Così come mi dite che la sala antidoping è intitolata al dottor Uzzi, altra persona stupenda che ricordo con immensa stima”.
Gente di altri tempi e figlia di un altro calcio che oggi tutti rimpiangono…….

Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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