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Sanità Puglia, Uil: “Deficit da 460 milioni nel 2025, servono trasparenza e confronto”

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Il deficit in sanità che emerge dalle prime ricostruzioni sui conti del sistema sanitario regionale pugliese rischia di diventare un banco di prova per il neo presidente e la nuova giunta. L’allarme arriva da Uil Puglia e Uil Fpl Puglia Bari-Bat. I sindacati chiedono chiarimenti rapidi e un confronto vero con le parti sociali.

Deficit in sanità e conti 2025: l’allarme della Uil

Secondo il segretario generale della Uil Puglia, Stefano Frontini, le buone intenzioni sulla sanità potrebbero scontrarsi con una situazione finanziaria complessa. Le prime ricostruzioni parlano di uno squilibrio significativo nei conti del sistema sanitario regionale per il 2025. Frontini sottolinea che sarebbe stato utile aprire prima un dialogo con territorio e rappresentanze. L’obiettivo, dice, è costruire soluzioni più strutturali e durature.

Trasparenza nella dirigenza e riduzione delle liste d’attesa

Per la Uil, il cambio di passo non può prescindere dalla trasparenza. In particolare nei criteri di selezione, valutazione e responsabilizzazione della dirigenza sanitaria. Frontini collega il tema alla qualità dei servizi. Il territorio chiede un sistema più efficiente. Servono risposte sulle liste d’attesa. Serve più prossimità delle cure. Va tutelato il diritto universale alla salute.

Il sindacato chiede competenze solide e responsabilità chiare. Chiede anche autonomia da dinamiche estranee all’interesse pubblico. L’obiettivo è razionalizzare la spesa in base ai bisogni reali. E ridurre sprechi e disorganizzazione. In parallelo, chiede investimenti su personale, innovazione e medicina territoriale.

No a tagli e aumenti di tasse: la linea del sindacato

La Uil avverte che non si possono chiedere sempre sacrifici a lavoratrici e lavoratori. Serve una strategia chiara e sostenibile. Il sindacato ribadisce la disponibilità a un confronto costruttivo e trasparente. Ma pone un confine netto. Se gli interventi diventano tagli ai servizi, riduzione dell’offerta o più fiscalità regionale sulle famiglie, la risposta sarà di contrarietà. E, se necessario, di mobilitazione.

Il dato dei 460 milioni e il nodo assunzioni

A rafforzare l’allarme è la segretaria generale Uil Fpl Puglia Bari-Bat, Paola Bruno. Bruno parla di un deficit in sanità pari a 460 milioni. Se il dato fosse confermato, teme conseguenze concrete. Cita il rischio di chiusura di reparti e di riduzione dei posti letto.

Bruno chiede anche chiarimenti su due bandi per infermieri e Oss. Nel complesso, prevederebbero 1.700 nuove unità. Per il sindacato sarebbero fondamentali. Darebbero respiro a una carenza storica di personale in Puglia. Rafforzerebbero l’assistenza territoriale. Aiuterebbero anche i reparti oggi in sofferenza di organico. Il timore è che il ripianamento del disavanzo avvenga tagliando ancora sul personale.

Fondo sanitario nazionale: la critica al riparto

Nel quadro indicato dalla Uil pesa anche il tema del Fondo Sanitario Nazionale. Bruno parla di un riparto squilibrato. Sostiene che le regioni del Nord ricevano in media più risorse pro capite. A suo giudizio, questo ha prodotto negli anni una carenza diffusa di personale. E rende più difficile garantire l’assistenza ai pazienti.

Cosa cambia per i cittadini pugliesi

Ora l’attesa è per i riscontri ufficiali dell’assessorato alla Sanità. E per le decisioni della Regione. Per i sindacati, la priorità è evitare che il deficit in sanità diventi un pretesto per ridurre servizi e diritti. Chiedono un confronto trasparente. E chiedono scelte che migliorino davvero l’assistenza in Puglia.

Redazione Pugliapress

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