La Puglia sogna il trionfo al festival di Sanremo dopo la vittoria di Diodato
Tra pochi giorni inizierà la manifestazione più attesa dell’ anno per gli italiani, il festival di Sanremo. È la settimana in cui le famiglie si riuniscono nelle case dinanzi alla tv, i più giovani giocano al Fantasanremo, si scommettono sul possibile vincitore, si leggono e si valutano i testi delle canzoni che diventeranno i tormentoni nelle radio per i prossimi mesi, i nonni che raccontano ai nipoti le canzoni che hanno accompagnato la loro gioventù, i loro amori e gli aneddoti legati ai momenti vissuti guardando il festival sin da piccoli.
Negli ultimi anni i pugliesi hanno sognato con la vittoria del cantautore tarantino, Diodato nel febbraio 2020 con la canzone “Fai rumore”, un brano potente per la scrittura, per la voce, per i contenuti intrisi di significati importanti. Il silenzio che può far rumore e dar voce alle emozioni latenti che nell’ animo umano smuovono le coscienze.
Noi pugliesi ci siamo sentiti quella notte della vittoria parte integrante di una comunità, orgogliosi e fieri di appartenere a questa terra straordinaria che ha dato la vita a Domenico Modugno e ai tanti artisti preziosi come Diodato, voce autentica e penna sensibile della musica contemporanea.
È la colonna sonora che ha accompagnato la pandemia degli italiani in casa e quel silenzio che è divenuto assordante nelle strade si è trasformato in parole e in musica.
La vittoria di Diodato è il riscatto di Taranto mediante la musica autentica che rappresenta con dignità e con merito il cantautorato contemporaneo, capace di guardare con attenzione alle problematiche della nostra terra e di darle voce con l’ arte.
Una musica dal linguaggio raffinato ed elegante che non si piega alle mode imposte dalla discografia attuale, purtroppo attenta ai numeri e non alla qualità degli album proposti dagli artisti che non valorizza i nuovi De Andrè, Tenco, Battisti anzi con molte probabilità emargina, vuol mettere in disparte, perché troppo scomodi al sistema proprio perché svegliano le coscienze e richiamano alla riflessione e al pensiero.
Le canzoni del passato come “Nel blu dipinto di blu” dell’ artista pugliese, Domenico Modugno, gli artisti della scuola genovese, Dalla e la sua Bologna, sono intramontabili e continueranno ad essere interpretate, studiate e cantate dalle nuove generazioni poiché narrano la vita vera e vissuta, quella sofferta e dolorosa ma meravigliosa nonostante tutto come canta Diodato in “Che vita meravigliosa” in cui ognuno di noi si può riconoscere con il proprio bagaglio di esperienza tra vittorie e sconfitte.
Ci si augura che dal festival di Sanremo 2026 si possa ascoltare e godere della musica d’ autore con la vittoria di un artista pugliese perché la Puglia necessita di essere valorizzata per i suoi figli, eccellenze artistiche che spesso trovano fortuna e riconoscimenti all’ estero e non purtroppo in patria, per non essere più l’ amara terra mia, decantata da Modugno in “Amara terra mia” ma una terra fertile, un porto sicuro per i sogni e per i sognatori.
E allora auguriamoci un buon festival di Sanremo e buona musica!
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Maria del Rosso

Classe ’91, sono nata in Puglia. Coltivo da molti anni la mia passione per la scrittura, ho collaborato con diverse testate giornalistiche e partecipo agli eventi di poesia. Per me la scrittura è vita, è sogno, è amore, è linfa vitale. E come afferma Luca Doveri : “La scrittura apre le finestre che si affacciano sull’ anima del lettore”.

















