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Milleproroghe, trattori: revisione rinviata, incentivi decisivi

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Coldiretti: la proroga nel decreto interessa circa 2 milioni di mezzi. Slittano i termini, ma restano attese regole operative e controlli.

La proroga revisione trattori 2026 torna nel decreto Milleproroghe e rimette in fila scadenze e obblighi. Secondo Coldiretti, il rinvio riguarda di fatto circa 2 milioni di trattori e punta a evitare adempimenti non attuabili.

Il tema non è solo “spostare una data”. Per Coldiretti, la sicurezza va costruita con norme applicabili e con strumenti disponibili sul territorio. In caso contrario, aziende agricole e contoterzisti rischiano di trovarsi tra obblighi formali e procedure ancora incomplete.

Nel frattempo, gli incentivi restano centrali. Coldiretti richiama la necessità di accompagnare la proroga con investimenti, a partire dai bandi Inail per l’ammodernamento dei mezzi.

Cosa cambia con la proroga revisione trattori 2026

La proroga revisione trattori 2026 viene letta da Coldiretti come un passaggio “necessario” per riallineare tempi e strumenti. L’organizzazione sottolinea che, senza indicazioni tecniche chiare, molte verifiche restano difficili da eseguire in modo uniforme.

Un’indicazione utile arriva anche dalla documentazione territoriale Coldiretti già diffusa nel 2025. In una nota, vengono riepilogate scadenze differenziate e viene citato il rinvio fino al 31 dicembre 2026 per una parte ampia delle immatricolazioni.

Su questo punto, il nodo rimane operativo. Diverse strutture Coldiretti hanno ribadito che, in assenza di un quadro tecnico completo, la revisione rischia di essere “inattuabile” o comunque disomogenea.

Per chi lavora in campagna, la conseguenza pratica è semplice. Con la proroga si guadagna tempo, ma conviene usare il rinvio per preparare mezzi e documentazione. In particolare, serve distinguere tra tipologie di macchine e requisiti effettivi.

Incentivi e controlli: perché il 2026 non è “un anno vuoto”

La proroga non significa assenza di regole. Un fronte tecnico si è già mosso, almeno per i trattori “veloci” (oltre 40 km/h). Un decreto dirigenziale del Ministero ha definito linee guida e scadenze 2026 per queste categorie.

In parallelo, restano decisivi gli incentivi per sostituire mezzi vecchi. Sul lato pubblico, il riferimento principale è il Bando ISI di INAIL, che aggiorna periodicamente il calendario delle scadenze.

Il punto, per le imprese, è trasformare la proroga revisione trattori 2026 in un percorso di prevenzione. Manutenzione programmata, dispositivi di sicurezza, adeguamenti tecnici e, dove possibile, rinnovo del parco macchine. È qui che l’effetto “sicurezza reale” citato da Coldiretti può diventare misurabile.

In attesa dei prossimi passaggi, conviene seguire tre mosse concrete. Verificare l’anno di immatricolazione, controllare se il mezzo rientra in categorie con obblighi 2026, e valutare l’accesso ai contributi. Così la proroga diventa tempo utile, non solo un rinvio.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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