Acqua irrigua, Coldiretti Puglia: stop cartelle 2022 e costi raddoppiati

Acqua irrigua sotto pressione in Puglia. Coldiretti Puglia chiede la sospensione immediata delle cartelle relative ai conguagli 2022 per l’irrigazione nel Comprensorio del Consorzio di Bonifica Centro Sud. Le richieste di pagamento, recapitate in questi giorni, comporterebbero in molti casi un sostanziale raddoppio delle tariffe.
La questione era già stata anticipata nella riunione del 12 gennaio 2026 con i vertici del Consorzio di Bonifica Centro Sud. Coldiretti ha rappresentato formalmente il problema anche all’Assessore regionale, chiedendo un chiarimento urgente e annunciando la disponibilità ad avviare contenziosi per annullare pretese ritenute illegittime.
Acqua irrigua: perché Coldiretti chiede lo stop alle cartelle 2022
Nel mirino dell’organizzazione c’è l’aumento del costo dell’acqua irrigua, che per alcune utenze, come quelle zootecniche, passerebbe da 2 euro al metro cubo a 3,70 euro al metro cubo. Un incremento significativo che gli agricoltori si vedrebbero addebitare oggi, a distanza di tre anni.
Molte imprese agricole, sottolinea Coldiretti Puglia, nel 2022 hanno sottoscritto contratti privi di clausole di riserva per eventuali conguagli. Le richieste attuali sarebbero inoltre riferite a periodi antecedenti alla pubblicazione delle delibere e recapitate con forte ritardo, elemento che rafforza i dubbi sulla legittimità delle cartelle.
Secondo il Consorzio, i conguagli derivano dai maggiori oneri energetici legati alla congiuntura internazionale e agli effetti della guerra in Ucraina. Tuttavia il contributo regionale previsto dalla Determinazione n. 00188 dell’11 dicembre 2025, pari a 1.211.300 euro, viene ritenuto insufficiente per coprire tutte le aree interessate. Coldiretti chiede quindi un aumento delle risorse previste dalla L.R. n. 15/2025 per alleggerire il peso dell’acqua irrigua sulle aziende.
«Queste fatture a conguaglio rappresentano un colpo basso per imprese agricole che già oggi faticano a sostenere i costi ordinari», evidenzia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia. «Non è accettabile far ricadere inefficienze e lentezze gestionali sulla parte più fragile della filiera.»
Anche il direttore Pietro Piccioni parla di «comunicazioni tardive, calcoli opachi e richieste senza coordinamento con le reali condizioni economiche delle aziende». L’organizzazione ha già avviato verifiche legali e si dice pronta a tutelare gli associati in ogni sede.
Per molte aziende agricole pugliesi la gestione dell’acqua irrigua è oggi un fattore decisivo per programmare la stagione produttiva. Senza una sospensione delle cartelle e senza un rafforzamento del contributo regionale, il rischio è un ulteriore aggravio su bilanci già messi a dura prova dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime.
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