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Venerdì 27 febbraio esce “Funzioni vitali” di Ermal Meta e poi in concerto a Molfetta

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Milano – «Mi piace condividere ciò che faccio perché la musica ha un potere straordinario».

Lo ha confidato Ermal Meta alla presentazione dell’album di inediti “Funzioni vitali” in arrivo venerdì 27 febbraio in pieno festival di Sanremo, dove torna in gara con la canzone “Stella stellina”.

«Sono contento di tornare a Sanremo – ha osservato – L’ultima volta è sato cinque anni fa: tornarci sul luogo del delitto è emozionante. La canzone che porto in gara è una bambina senza voce, scritta con la chitarra per la mia piccolina verso cui mi invento sempre filastrocche: mi sono trovato a cantare la canzone con occhi diversi dopo che mia figlia si era addormentata, perché parla di un popolo, una circolarità tramandata nel coso dei secoli, in cui ho mantenuto quella melodia scritta immediatamente; mi sono messo nei panni di un adulto che era lì, per salvarci dall’imbarazzo, nei panni in uno dei tanti uomini. È una canzone dal peso specifico diverso rispetto alle altre. È il mio primo Sanremo da papà, con un grado di responsabilità in più: ho lasciato spazio per quello che dovrà arrivare».

Con “DeLorean” l’artista esplora il desiderio universale di viaggiare nel tempo, di rimediare agli errori e di poter riaprire finestre chiuse: un sogno condiviso che diventa musica vivida e cinematografica.

«Volevo che non apparisse una storia del passato ma di oggi – ha puntualizzato – La versione che mi ha mandato Dardust era completamente diversa, un quadro complesso e complicato da mettere al fuoco. Con Dardust sono in perfetta sintonia, tanto che poi mi ha detto subito di sì per la serata delle cover e abbiamo scovato “Golden out” di Jvke in una versione quadrata».

“Il coraggio non manca”, poi, è una dichiarazione di forza interiore: anche quando si trema di paura o quando tutto sembra crollare, c’è la volontà di andare avanti.

«Mia madre non mi ha trasferito qualcosa – ha accennato – Per la verità ci ha provato, ma è riuscita a togliermi soltanto quei limiti possibili, emotivi, interiori, di sperimentarsi, di paura, perché alla fine i percorsi sono contorti e poi si arriva comunque al punto che si pensa: mio padre aveva ragione».

L’album si apre con “Droni”, un brano dal respiro futuribile, in cui il mondo sembra scivolare nella follia e i bambini osservano un cielo oscurato dai droni come se portassero doni. È un’introduzione inquieta e poetica, che parla di tensione collettiva ma anche di curiosità e speranza.

«È una sorta di canzone al futuro – ha confermato l’artista – Il cielo è oscurato dai droni ma c’è una speranza, una luce piacevole che i bambini non capiscono e non è detto che portino bombe: è una sorta di preludio di quello che è l’album in cui il tema del tempo lo attraversa tutto».

Brani come “Levi’s 501” evocano il confronto con il passato e la nostalgia dell’adolescenza; tracce come “Almeno tu”, “Tutto già visto” e “Il braccialetto della fortuna” indagano i legami umani, mentre “Spaghetti in bianco” celebra la semplicità autentica della vita quotidiana. “Avanti” e “Il coraggio non manca” sono inno alla perseveranza, alla forza interiore e alla capacità di affrontare le sfide dei tempi moderni.

«Non ho voluto utilizzare la parola Gaza – ha riflettuto – Ho fatto un omaggio a De André nella chiusura della canzone che parla di guerra, anche se lì non è una guerra ma ha un altro nome e non utilizziamo una terminologia corretta: non volevo chiudere la canzone, citando le tantissime direzioni, genocidi compresi».

“Funzioni Vitali” è il sesto album di inediti di Ermal Meta. Il progetto segna un’importante evoluzione creativa per l’artista, che amplia il proprio universo con sonorità nuove, ricerca musicale e un approccio narrativo più profondo, mantenendo al centro la forza della scrittura e l’identità artistica che lo contraddistinguono.

«Per un cantautore è importante raccontare quello che sente, esponendosi a tutto – ha ribadito – Sul palco importante sono pronto a tutto per difendere quello che vedo, a cominciare dal diritto di parola. Sono stato felice di aver incontrato il presidente Mattarella che ha dato una spina dorsale all’Italia ma sono spaventato dalle alte cariche, come quando sono andato a conoscere il Papa: ero pieno di ansia».

Dopo Sanremo, l’artista porterà in tour il nuovo repertorio insieme ad altri brani del suo catalogo nei club italiani con il tour “Live 2026 Club”, il 29 aprile a Perugia (Afterlife), 6 maggio a Firenze (teatro Cartiere Carrara), 8 a Bologna (Estragon), 12 a Milano (Fabrique), 15 a Padova (Hall), 18 a Venaria Reale di Torino (Concordia), 20 a Roma (Atlantico), 22 a Molfetta di Bari (Eremo Club), 23 a Napoli (Casa della Musica).

Questa serie di concerti rappresenta un ritorno alla dimensione live più intensa e diretta, in cui il pubblico potrà confrontarsi da vicino con l’energia creativa dei nuovi brani e con il repertorio più amato dell’artista.

Ermal Meta sarà inoltre il maestro concertatore dell’edizione 2026 della Notte della Taranta in Puglia, il festival di musica popolare tra i più importanti d’Europa, che avrà quest’anno come tema il Mediterraneo.

«Ci sono 70 canzoni da mettere su alla Notte della Taranta per la parte delle radici, della tradizione – ha ricordato – L’anno scorso c’erano 80 mila persone solo alle prove: è stato uno shock dare una lettura personale, è un lavorone impegnativo. Farò ancora concerti in estate e in autunno, spero di non fermarmi perché qualcosa ci sarà. Poi voglio tornare a scrivere: in questi anni ho scritto tantissimo».

Franco Gigante

Il giornalista Franco Gigante, di Castellaneta, iscritto all'albo professionale dell'ordine nazionale dei giornalisti, ha cominciato a scrivere di calcio a metà anni sessanta per i settimanali regionali Il Gazzettino e NuovoSud, e di musica sui periodici nazionali Ciao2001 e NuovoSound. Come inviato musicale ha seguito per anni il Festival di Sanremo. Ha seguito quasi tutte le edizioni di Un Disco per l’Estate a Saint Vincent, Gondola d’Oro a Venezia e Vela d’Oro a Riva del Garda. È inviato musicale dell'agenzia nazionale di stampa Italpress, è critico musicale per i quotidiani regionali Corriere Adriatico di Ancona, Il Centro di Pescara, Giornale di Sicilia, e collabora con Nuovo Quotidiano di Puglia e Buonasera Taranto. Nella sua carriera ha scritto anche sui quotidiani Corriere Mercantile di Genova, Il Giornale di Reggio, Nuovo Molise, La Gazzetta del Popolo, La Provincia di Como, Il Giornale di Calabria, La Voce di Reggio, Calabria Ora e La Gazzetta dello Sport. È stato direttore del periodico Contatto, dell’emittente televisiva RTM e di Radio 94 Taranto. Come ufficio stampa ha curato la comunicazione del Centenario della Nascita di Rodolfo Valentino, Carnevale di Putignano, CantaGargano, Ercole d'Oro, Torneo Ludovico nazionale di calcio giovanile, Fondazione Rodolfo Valentino, Sagra da Farnedd e dei Sapori di Puglia, Premio Internazionale Rodolfo Valentino Economia Finanza Comunicazione e Ricerca, Valentino d'Argento, Mandarino d'Oro, Premio Internazionale Città di Valentino, Concorso Internazionale Musicale Crisalide, Concorso Internazionale d'Esecuzione Pianistica Città di Valentino, Comunità L’Incontro, Carnevale di Castellaneta, Miss e Mister Bellezza Jonica, Miss Castellaneta Marina; Enti e privati cui presta, o ha prestato, il lavoro di addetto alla comunicazione sono i Comuni di Castellaneta e di Palagiano, C.I.A. Area Due Mari Taranto e Brindisi, Ordine Equestre Santo Sepolcro di Gerusalemme, GAL Luoghi del Mito e delle Gravine, Comunità Montana della Murgia Tarantina, Diocesi di Castellaneta, Discoteca Nafoura di Castellaneta, Caffè del Cavaliere di Matera, Colombata Famosa 1867 di Massafra, Jonica Eventi, Greenergy, Lega Navale Castellaneta. Ai primi anni settanta ha iniziato la carriera di dee-jay a Saint Vincent (Aosta), per proseguirla successivamente al Blu Moon di Marina di Ginosa e al Bi.Blu.Ar. di Martina Franca. In ambito sportivo stato insignito del Premio CONI 2000 e dei premi benemerenza Stella d'Oro FIGC 1992 e 2003. Ha promosso e organizzato il Torneo Ludovico nazionale di calcio giovanile per quasi vent’anni. Ha prestato servizio di capo stazione nelle Ferrovie dello Stato Italiane a Bari Centrale, San Basilio Mottola e a Castellaneta.

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