Nuovo marchio del biologico italiano: più trasparenza, Puglia seconda in Italia con 320mila ettari

Il marchio del biologico italiano ottiene il via libera. L’intesa è stata raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sul decreto che ne regola l’uso. Per Coldiretti Puglia è un passo decisivo. Aiuta i consumatori a riconoscere meglio l’origine dei prodotti. E valorizza la filiera agricola Made in Italy.
La misura arriva in una fase di mercato complessa. Nel 2024 le importazioni di biologico dall’estero sono cresciute del 7,1%. Secondo Coldiretti Puglia, questo aumento può mettere pressione sulle produzioni nazionali. Può anche rendere meno chiara la provenienza per chi acquista.
Marchio del biologico italiano: cosa cambia per chi compra
Il marchio del biologico italiano punta a rafforzare il legame tra prodotto e territorio. L’obiettivo è distinguere con chiarezza l’origine italiana. È un segnale utile in un mercato con molte referenze estere. Coldiretti Puglia sottolinea che il bio non è più una nicchia. È una parte strutturale dell’agricoltura nazionale. Coinvolge 97mila operatori. Riguarda circa un quinto dei terreni coltivati.
In Puglia il biologico cresce: 318.461 ettari e obiettivo 25% più vicino
Per la Puglia il provvedimento è rilevante. La superficie agricola bio cresce del 2,4%. Arriva a 318.461 ettari. La regione resta ai vertici nazionali. Il biologico è presente in tutti i comparti produttivi. Copre quasi il 24% della superficie agricola regionale. Il dato avvicina l’obiettivo del 25% previsto dalla strategia Farm to Fork entro il 2030.
Consumi in aumento nella grande distribuzione: frutta, ortaggi e boom di oli vegetali
La Puglia si conferma protagonista anche nei consumi. Nel 2024 la spesa di biologico nella grande distribuzione cresce del 2,9%. A trainare sono frutta e ortaggi. La frutta sale del 2,7%. Gli ortaggi del 3%. Crescono anche altre categorie. Le uova fresche bio segnano +10,4%. Oli e grassi vegetali fanno un balzo del 31,8%. È un segnale di domanda in evoluzione.
Biologico e sprechi: la filiera corta riduce le perdite
Coldiretti Puglia richiama anche i benefici ambientali. Filiera corta e programmazione delle produzioni possono ridurre lo spreco alimentare. Secondo analisi Ispra, nei sistemi convenzionali lo spreco può arrivare al 50-60%. Nei mercati locali degli agricoltori biologici si riduce al 20-25%. I vantaggi riguardano ambiente e sostenibilità del sistema agroalimentare.
Il marchio del biologico italiano viene indicato come uno strumento chiave. Può accompagnare la crescita del settore. Può tutelare il reddito degli agricoltori. E può rafforzare la fiducia dei cittadini. L’obiettivo è rendere più riconoscibile il vero bio Made in Italy. Soprattutto mentre aumentano le importazioni.
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