Spoofing telefonico, l’allarme della Questura di Lecce: “Attenzione alle chiamate truffa”
La Questura di Lecce richiama l’attenzione dei cittadini sullo spoofing telefonico, un fenomeno in forte crescita che sta alimentando nuove truffe ai danni degli utenti. Si tratta di chiamate ingannevoli che possono sembrare provenire da numeri ufficiali, compresi quelli delle Forze dell’Ordine, con l’obiettivo di carpire denaro o informazioni sensibili.
Lo spoofing telefonico è una tecnica fraudolenta che consente di mascherare il numero del chiamante. Sul display del telefono della vittima compare così una numerazione falsificata, talvolta riconducibile a enti realmente esistenti. Negli ultimi giorni, nonostante le misure di contenimento adottate da AGCOM, sono giunte numerose segnalazioni di cittadini che hanno ricevuto chiamate truffaldine apparentemente provenienti dal centralino della Questura di Lecce.
Spoofing telefonico: come agiscono i truffatori
Attraverso lo spoofing telefonico, i malintenzionati cercano di sfruttare la fiducia generata da un numero che appare ufficiale. Durante la conversazione possono avanzare richieste di pagamenti, trasferimenti di denaro o operazioni finanziarie urgenti, facendo leva sulla paura o sull’autorità dell’ente che dichiarano di rappresentare. La Questura ribadisce che le Forze dell’Ordine non contattano mai i cittadini per chiedere somme di denaro o dati bancari.
In presenza di chiamate sospette, l’indicazione è chiara. Occorre interrompere immediatamente la conversazione e verificare autonomamente l’identità dell’interlocutore contattando la Questura di Lecce attraverso i recapiti ufficiali. La segnalazione tempestiva di questi episodi consente di monitorare il fenomeno e rafforzare le attività di contrasto.
Chiunque ritenga di essere stato vittima di una truffa legata allo spoofing telefonico è invitato a rivolgersi senza indugio agli uffici della Questura o della Polizia Postale per formalizzare la denuncia. La collaborazione dei cittadini resta un elemento decisivo per arginare questo tipo di reati e ridurre il rischio di nuove vittime.
L’allerta lanciata dalla Questura di Lecce, datata 30 gennaio 2026, mira a rafforzare la consapevolezza collettiva. Riconoscere i segnali della truffa e adottare comportamenti prudenti può fare la differenza e proteggere sé stessi e gli altri da raggiri sempre più sofisticati.
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