Legge artigianato Puglia: Confartigianato chiede attuazione alla nuova Giunta

La legge artigianato Puglia è tra le più avanzate d’Italia. Lo sostiene Confartigianato Imprese Puglia. L’associazione interviene dopo la notizia della presentazione in Consiglio regionale di una nuova proposta di legge sull’artigianato. Per Confartigianato, oggi la priorità è far funzionare ciò che già esiste.
Legge artigianato Puglia: cosa dice Confartigianato
A parlare è Michele Dituri, presidente di Confartigianato Imprese Puglia. Ricorda che la legge regionale n.7 del 2023 è stata approvata all’unanimità nella scorsa consiliatura. Per Dituri contiene già misure utili e strutturate. Il rischio, avverte, è creare distonie legislative difficili da correggere in seguito. Per questo chiede di puntare sull’attuazione.

Numeri e imprese iscritte all’Albo regionale
Sono artigiane, in senso formale, le imprese iscritte all’Albo regionale. In Puglia lo stock al terzo trimestre 2025 è pari a 65.863 attività. Il dato è in calo di 998 unità rispetto allo stesso periodo del 2024 (-1,49%). È in calo anche rispetto al 2020, con 1.509 unità in meno (-2,24%). Confartigianato però sostiene che le imprese potenzialmente iscrivibili siano molte di più. Secondo l’associazione, molte realtà lavorano e creano valore. Restano però fuori dal riconoscimento formale.
Perché molte attività non si iscrivono
Dituri richiama l’obsolescenza del quadro nazionale. La legge quadro n. 443/1985 risale a circa quarant’anni fa. Secondo Confartigianato, serve una riforma. Vengono citate anche altre criticità. Mancano finanza agevolata e una fiscalità dedicata. Pesano inoltre regole previdenziali con profili dissuasivi. L’associazione ricorda un correttivo recente. Per i nuovi iscritti è prevista la riduzione dei contributi del 50% per 36 mesi. C’è poi un altro tema. Esiste una platea ampia di attività che puntano sul “valore artigiano”. Producono beni e servizi non standardizzati, ma risultano classificate diversamente.
Regolamento attuativo e controlli ancora incompleti
La legge 7 del 2023 e il regolamento attuativo n.7 del 6 settembre 2024 nascono da un percorso di studio e concertazione. Confartigianato rivendica di aver partecipato in prima linea. La norma punta su identificazione e iscrizione corrette. Indica anche priorità di sviluppo e contrasto all’abusivismo. Dituri però avverte che le norme devono diventare esigibili. Serve un apparato applicativo pienamente operativo. La filiera dei controlli, sostiene, non lo è ancora. Il problema sarebbe nel recepimento a livello camerale e comunale. In questo contesto, dice Confartigianato, molte attività si dichiarano artigiane senza requisiti. Il danno ricade su chi artigiano lo è davvero.
Cosa chiede alla nuova Giunta regionale
Confartigianato chiede un’accelerazione. L’associazione confida nell’impegno della nuova Giunta. Dituri cita in particolare l’assessore Di Sciascio. La riunione delle deleghe allo sviluppo economico, alla formazione professionale e al lavoro, secondo l’associazione, può aiutare. L’obiettivo è intervenire in modo coordinato. Vengono richiamati apprendistato duale e botteghe scuola. Dituri parla anche di una riforma della formazione professionale. La ritiene necessaria e non più rinviabile. Confartigianato annuncia che lo chiederà nelle prime interlocuzioni dei prossimi giorni. La richiesta è chiara: rendere pienamente operativa la legge artigianato Puglia.
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