ADRIANO CAPRA: “TARANTO NEL MIO CUORE, DOPO 50 ANNI NON CAPISCO PERCHÉ DEBBA STARE IN QUESTE CATEGORIE”

di GUGLIELMO DE FEIS
Oggi è in pensione e si divide tra la natia Omegna, sul Lago Maggiore, e Parma, dove vive da oltre mezzo secolo, avendo la moglie originaria della città ducale. Ma conserva un grande affetto per i colori rossoblù e negli ultimi anni è spesso transitato in riva ai Due Mari per salutare amici e ritrovare un ambiente ancora a lui tanto caro. Del resto, quattro stagioni consecutive tra il 1974 e il 1978 fanno parte della sua vita calcistica, e oggi Adriano Capra, 75 anni il prossimo 10 maggio, porta sempre un cuore tarantino dentro.
«Non riesco a spiegarmi – ed ancora oggi nutro tanta amarezza – come mai una città come Taranto, che è tre volte Parma per estensione e numero di abitanti, debba barcamenarsi in queste categorie innominabili, ovviamente senza offendere nessuno. È un aspetto che si ripete da quasi mezzo secolo e non si trova una soluzione, davvero incredibile.
Io vivo a Parma da 53 anni e, dopo l’epopea delle vacche grasse dei Tanzi, si sono vissuti anni difficili e la ripartenza dalla Serie D. Ma si è tornati in Serie A e ora c’è una proprietà americana che ha ambizioni, anche se onestamente non mi convince questa mentalità di imprenditori oltreoceano. Sarà che il calcio è cambiato, e questo nessuno lo mette in dubbio, ma io sono ancora legato a un modo di concepire le cose più romantico, come i tempi di Fico da voi e di Ceresini, storico massimo dirigente ducale fino al 1990, qui in Emilia».
Quattro stagioni cadette positive, ma ogni anno chiedeva la cessione.
«Premetto che era un fattore contingente, legato alla mia compagna che oggi è mia moglie. Lei lavorava a Parma e non poteva seguirmi, allora soffrivo la lontananza e speravo sempre di riavvicinarmi a casa per non stare senza di lei. Pensate che a Taranto venne solo una volta, per un Capodanno.
Quando nel 1978 tornai nella città ducale mi sposai, e poi due anni dopo nacque mia figlia Federica che, ironia della sorte, ha il marito pugliese di Trani! Evidentemente la vostra terra mi vuole bene, e io ricambio con affetto sincero».
Una volta smesso di giocare ha intrapreso l’attività di agente di commercio.
«Non erano i tempi odierni e gli ingaggi, specialmente in Serie B, erano piuttosto esigui per potersi garantire una vita economicamente indipendente. Non avendo maturato gli anni necessari per l’allora pensione Enpals, dovetti ricominciare con un nuovo lavoro che ho svolto fino a una decina di anni fa.
Parallelamente ho allenato nei dilettanti alcune compagini locali e della provincia, oltre a ricoprire ruoli dirigenziali. Ma sempre per passione, sia chiaro: per stare in certi giri si sa che bisogna avere gli sponsor giusti».
Molti suoi compagni di allora sono purtroppo venuti a mancare, tra cui di recente Petrovic.
«Zelico era un caro amico, eravamo spesso insieme e gli volevo bene. Non potrò mai dimenticare quando ci fu la tragedia di Iacovone: arrivò furioso in ospedale, voleva ammazzare con le sue mani l’autore di quella follia! Purtroppo la vita è questa, inutile negarlo: prima o poi succede per tutti».
Nei prossimi mesi ha detto che tornerà a Taranto. Conferma?
«Ho questo progetto e spero entro la primavera di fare un salto. Negli ultimi dieci anni sono venuto quattro o cinque volte e mi auguro di poterlo fare il prima possibile. Mi piacerebbe rivedere il nuovo stadio ricostruito ex novo: mi hanno detto che sarà una autentica bomboniera.
Ma la città deve rispondere a dovere a livello imprenditoriale: mica si può giocare, con tutto il rispetto, contro Mola, Galatina e Canosa! Queste erano, ricordo, le amichevoli del giovedì!»

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.



