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L’Arte come Strumento di Crescita: mostra d’Arte permanente al Liceo di Manduria

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 Il Pensiero del Professor Moscogiuri Docente e Critico d’Arte.

In un’epoca dominata dalla velocità digitale e dal rumore visivo, la bellezza rischia spesso di essere relegata a un ruolo marginale, quasi fosse un lusso accessibile a pochi o un orpello del passato. Eppure, proprio in questo contesto, emerge con forza l’urgenza di riscoprire il valore dell’Arte non solo come espressione estetica, ma come cardine dell’educazione, della crescita personale e dello sviluppo sociale di un territorio.

A ricordarcelo con passione interviene  il professor Giuseppe Moscogiuri,  docente e Critico d’Arte che dedica la sua missione educativa a sottolineare come l’arte debba essere vissuta come un’esperienza viva e formativa, ben  lontana dalla fredda rigidità delle sole discipline scolastiche.

Professor Giuseppe Moscogiuri
Professor Giuseppe Moscogiuri

La città di Manduria, con il suo straordinario patrimonio di monumenti e la sua millenaria eredità culturale, rappresenta un esempio emblematico di come la valorizzazione della bellezza possa trasformarsi nel motore trainante dello sviluppo locale. Tuttavia, secondo il Professor Moscogiuri, la semplice conservazione della memoria non è più sufficiente. Occorre programmare il futuro attraverso una visione integrata che metta in dialogo arte, istruzione e tutela del territorio. In questo processo, la Scuola assume un ruolo cruciale: deve agire come un presidio attivo contro quella che il professore definisce l’entropia delle coscienze.  Si tratta di quella deriva insidiosa verso l’indifferenza e l’appiattimento emotivo e intellettuale che svuota l’individuo di curiosità e senso critico.

L’istruzione, dunque, non è solo trasmissione di nozioni, ma il fattore determinante per formare cittadini consapevoli, capaci di cogliere e difendere il valore inestimabile di ciò che li circonda. Per trasformare l’arte in un’esperienza quotidiana, il Professor Moscogiuri propone una soluzione concreta e rivoluzionaria,  abbattere i muri simbolici tra istituzione scolastica e luoghi della cultura, allestendo mostre permanenti,  direttamente negli spazi frequentati dagli studenti. Quindi, corridoi, atri e sale comuni non devono più essere solo luoghi di transito, ma spazi di incontro con l’opera.

Non si tratta soltanto di abbellire gli ambienti – afferma Moscogiuri – bensì di educare all’esperienza dell’opera d’arte, al contatto diretto con le immagini e le forme che stimolano lo sguardo e la mente”. Se storicamente circondarsi di capolavori è stata una prerogativa delle élite aristocratiche o dei grandi collezionisti, oggi questa possibilità deve diventare una scelta educativa accessibile a tutti, perché la bellezza nutre lo spirito e rafforza l’identità collettiva”. Leggere un’opera d’arte richiede una facoltà che va appresa con lo studio, proprio come si impara a leggere un testo scritto.

La comprensione profonda non può nascere da un’impressione fugace o da un “mi piace” superficiale; necessita di una tecnica di osservazione supportata da una grammatica visiva consapevole. Un dipinto o una scultura sono composti da segni, strutture e stili che vanno decifrati per accedere a una relazione autentica con l’autore. Solo attraverso questa “lettura” consapevole si possono generare emozioni e riflessioni capaci di resistere al “buio” dei tempi moderni. Un esempio tangibile di questa filosofia è rappresentata dall’avvenuta inaugurazione del 24 maggio 2025, della Mostra Permanente”Rinasimento: l’Occidente e la Bellezzapresso il Liceo Classico e Scientifico “De Sanctis – Galilei” di Manduria.

L’iniziativa, che ha ottenuto il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Taranto e del Comune di Manduria, ha trasformato la scuola in un vero e proprio laboratorio di idee e presidio culturale. Il progetto è stato accompagnato da un convegno di studi di alto profilo accademico, arricchito dai contributi di importanti studiosi, offrendo un valore aggiunto non solo agli studenti ma all’intera comunità manduriana. Un plauso va alla Dirigente Scolastica, professoressa Marilena Di Maglie e ai docenti che hanno collaborato per rendere la scuola un sistema vivo e dinamico.

La responsabilità della Scuola, come rimarca Moscogiuri, è quella di coltivare la sensibilità profonda che permette non solo di ammirare la bellezza, ma di nutrirsi di essa per sviluppare senso critico. In tempi dominati dalla superficialità, educare all’arte significa educare al dialogo e alla comprensione, un atto necessario per resistere all’incapacità contemporanea di riconoscere ciò che è autentico. Come suggerisce il professore, è un processo simile a quando ci si guarda negli occhi per conoscersi davvero, insomma,  un atto di luce contro l’oscurità.

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