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Made in Italy: Coldiretti Puglia, bene il decreto salva origine per pasta e latte

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Made in Italy: Coldiretti Puglia, bene il decreto salva origine per pasta e latte

Il Made in Italy resta tutelato anche nel 2026. La proroga dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza dell’ingrediente principale riguarda alimenti come pasta, latte, pomodoro e salumi. A darne notizia è Coldiretti Puglia, che accoglie con favore il decreto interministeriale che rinnova i regimi sperimentali dell’indicazione di origine.

Secondo l’organizzazione agricola, la misura serve a garantire trasparenza ai consumatori e a proteggere le filiere nazionali. Coldiretti Puglia evidenzia anche il rischio di trovare sul mercato prodotti presentati come italiani, ma realizzati con ingredienti esteri di qualità inferiore.

Made in Italy e decreto salva origine: cosa cambia per i consumatori

La proroga conferma l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dell’ingrediente primario in diverse filiere alimentari. La misura riguarda una parte significativa della spesa quotidiana delle famiglie italiane. Coldiretti Puglia ricorda che questi prodotti coprono circa tre quarti degli acquisti alimentari.

Secondo Coldiretti, il decreto aiuta a contrastare la cosiddetta “italianizzazione”. Questa pratica consente a prodotti esteri di assumere una veste italiana dopo trasformazioni minime svolte nel Paese. L’organizzazione ritiene che il provvedimento rafforzi la tutela dei consumatori e valorizzi le produzioni nazionali.

Coldiretti Puglia: la battaglia del Made in Italy continua in UE

Coldiretti definisce l’etichettatura di origine una battaglia storica. L’organizzazione la avviò nel 2002, dopo l’emergenza sanitaria legata alla “mucca pazza”. Da allora punta su rintracciabilità, sicurezza alimentare e fiducia dei cittadini.

Nel corso degli anni, il percorso ha raggiunto nuovi traguardi. Nel febbraio 2018 è entrato in vigore l’obbligo di indicare l’origine del grano per la pasta e del riso. Nell’aprile 2017 è scattato quello sul Paese di mungitura per latte e derivati.

Per il settore del pomodoro, l’obbligo è partito nel 2018. La norma vale per i prodotti composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro, come pelati, polpe e concentrato. Nel 2021 è diventata obbligatoria anche l’indicazione di origine per salami, mortadella e prosciutti.

Per la passata di pomodoro, invece, l’obbligo è attivo dal 1° gennaio 2008. A livello comunitario, l’Unione Europea ha esteso la tracciabilità nel tempo. Prima ha riguardato la carne bovina nel 2002. Poi è arrivata sull’ortofrutta fresca nel 2003. Nel 2004 si è aggiunta la normativa su uova e miele.

Coldiretti segnala inoltre un chiarimento della Commissione Europea. L’indicazione di origine risulta obbligatoria anche per funghi e tartufi spontanei.

Made in Italy: proposta europea per l’origine obbligatoria su tutti i cibi

Coldiretti rilancia l’impegno anche a livello europeo. L’organizzazione sostiene una proposta di legge di iniziativa popolare per rendere obbligatoria la provenienza su tutti gli alimenti in commercio nell’Unione Europea.

Secondo Coldiretti, solo una norma chiara può fermare i prodotti esteri camuffati da Made in Italy. L’organizzazione richiama anche le criticità del codice doganale europeo, che consente l’uso di richiami all’italianità dopo trasformazioni marginali.

Il rapporto Coldiretti/Censis fotografa l’orientamento dei consumatori. L’87% degli italiani apprezza l’italianità dei prodotti e si sente più garantito. Una parte ampia dichiara anche la disponibilità a spendere qualcosa in più. La stessa propensione riguarda oltre l’85% delle fasce di reddito più basse.

Prospettive e sviluppi futuri

Con la proroga del decreto, il Made in Italy mantiene una tutela importante anche nel 2026. Coldiretti Puglia indica però un obiettivo più ampio. L’organizzazione punta a una normativa europea che estenda l’obbligo di provenienza a tutti i prodotti alimentari.

Redazione Pugliapress

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