Ancora mistero sulle cause che hanno portato al tragico incidente aereo di domenica scorsa, quando un Boeing 737 della compagnia Ethiopian Airlines, diretto a Nairobi, in Kenya, è precipitato poco dopo il decollo da Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, causando la morte di tutti i 157 passeggeri a bordo. Tra le vittime anche otto italiani, tra cui il noto archeologo siciliano Tusa. Il pilota avrebbe dichiarato di essere stato in difficoltà nei minuti successivi alla partenza, da quanto sarebbe emerso dagli ultimi contatti con la torre di controllo. Sul banco d’accusa è subito finito il software di volo di tali aeromobili. Diverse nazioni del mondo hanno tempestivamente bloccato tutti gli aeromobili del tipo Boeing 737 max, tra cui Francia, Australia e Italia. Anche gli Stati Uniti hanno bloccato, nelle ultime ore, tutti i voli relativi a tale modello. A tal riguardo, il presidente Donald Trump avrebbe dichiarato che “La sicurezza del popolo americano è la nostra principale preoccupazione”.
Il Presidente della Repubblica Mattarella aveva dichiarato: “La tragedia aerea in Etiopia mi addolora profondamente. Il Paese guarda con riconoscenza al loro impegno professionale. “
Nel frattempo le scatole nere del velivolo, prontamente recuperate nella zona dello schianto e non in perfette condizioni, sono state inviate in Francia per l’analisi dei dati, da cui potranno scaturire importanti informazioni per la risoluzione del caso. Indiscrezioni parlano di denunce che in passato alcuni piloti americani avrebbero rilasciato all’agenzia nazionale di volo Federal Aviation Administration su problemi accusati in fase di decollo con tale modello di aeromobile.

FOTO – GETTY IMAGES

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