BARI –

“In Emilia Romagna ci sono circa 38.000 posti nelle residenze sanitarie assistite (RSA), in Veneto altrettante, in Puglia, invece, solo 7.000. Questo gap comporta delle grosse ripercussioni in termini di inappropriatezza ospedaliera, visto che la carenza di letti post-acuzie rende difficoltosa la dimissione protetta dei pazienti dai nosocomi entro i 7 giorni previsti per i luoghi di diagnosi e cura e che, dunque, rimangono nelle corsie anche per mesi. Perché pagare 700 euro, più del doppio se trattasi di terapia intensiva, per ogni giorno di degenza ospedaliera inappropriata anziché 130 euro nelle strutture per lungodegenti? Se attivassimo 20.000 posti letto di RSA si risparmierebbero tra i 300 e i 400 milioni di euro all’anno, oltre a creare occupazione per almeno 10 mila addetti (OSS, infermieri, ausiliari, etc..) e a dare più scelta alle famiglie. Se ci fosse il budget di salute e il voucher poi, la concorrenza livellerebbe la qualità verso l’alto a tutto vantaggio degli utenti.

Nella dichiarazione di voto ho auspicato che in sede di stesura del regolamento attuativo della legge 53 se ne tenga conto e si proceda con solerzia ad allargare il fabbisogno per evitare questo immane spreco!”

(MARIO CONCA)

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