TARANTO – Riportiamo integralmente la nota ufficiale di “Rete della conoscenza Puglia:

“Le vicende che stanno interessando la città di Taranto colpiscono tutti e tutte noi. Siamo solidali e vicini ai lavoratori e alle lavoratrici dell’Ilva che con grande determinazione e coraggio sono stati in sciopero per 24 ore contro gli esuberi (4mila) annunciati da Am Investco e il peggioramento dei livelli retributivi.” dichiara Ludovica Suriano, coordinatrice Unione degli Studenti Taranto” La proposta della proprietà nel suo complesso taglia un terzo delle unità lavorative (da reimpiegare solo temporaneamente per non si sa ancora quali opere di bonifica) e impone ai restanti un nuovo contratto lavorativo – quello a tutele crescenti promosso col Jobs Act – che riduce retribuzione e diritti. Una prospettiva che, in barba alle garanzie lavorative, mira in primis a indebolire la posizione dei lavoratori e delle lavoratrici che negli anni hanno già subito tutti i problemi di sicurezza e salute legati a quello stabilimento e va a riversarsi sulle famiglie e tutta la città. Pochi mesi fa denunciavamo il fatto che con l’introduzione dell’alternanza scuola lavoro all’Ilva adesso anche gli studenti conoscono ancora più da vicino, e ingiustamente, il ricatto che pone al nostro territorio questo stabilimento in queste condizioni. Anche per questo scioperiamo dall’alternanza scuola lavoro e scendiamo in piazza il 13 ottobre, a Taranto. Il concentramento è previsto alle h. 9 all’Arsenale. ” Il ministro dello sviluppo economico Calenda ha interrotto le trattative ritenendo irricevibile la proposta dell’acquirente. “Tuttavia, noi chiediamo un impegno forte e concreto da parte del governo centrale, affinché si smetta di sventagliare decreti senza completa attuazione e si programmi un piano reale che non colpisca i diritti dei lavoratori e chiarisca gli obiettivi di tutela della salute, dell’ambiente e del benessere generale, dei dipendenti, dei cittadini e del territorio. ” Conclude Sara Acquaviva, coordinatrice Rete della Conoscenza Puglia” Su questi punti non si può lasciare una delega in bianco ai privati, ma dovrebbe essere premura dello Stato porre in atto delle scelte politiche ed economiche nette.”

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