TARANTO – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del consigliere regionale (D.I.) Renato Perrini, sulla decisione della proprietà ArcelorMittal di attingere alla CIGO per 1400 lavoratori dello stabilimento siderurgico di Taranto. La preoccupazione del consigliere Perrini si estende dunque ai lavoratori dell’indotto: “Facciamo bene a interessarci e preoccuparci per i 1.400 ai lavoratori ex Ilva, ora Acelor Mittal, che dal 1 luglio andranno in Cassintegrazione, le rassicurazioni della società non devono farci stare tranquilli, ma ci sono altri lavoratori che non dobbiamo dimenticare, sono quelli dell’indotto. Sono circa 5.000 persone, vale a dire 5.000 famiglie per lo più tarantine che vivono indirettamente dallo stabilimento.

“Mi giungono voci, infatti, che Acelor Mittal stia via via liquidando queste piccole e medie aziende tarantine affidando lavori interni al siderurgico, per lo più di manutenzione, a società del Nord o interne alla multinazionale. Insomma, la dirigenza dell’Acelor Mittal considera Taranto una terra di conquista in tutti i sensi: si è aggiudicata l’acquisto del più grande siderurgico d’Europa, ha imposto le assunzioni e ora la cassintegrazione, sta facendo letteralmente fuori le aziende e quindi i lavoratori dell’indotto e non sappiamo ancora a che punto sono le bonifiche che spettano a loro.

“A me tutto questo non sembra non solo regolare, ma MORALE. Per questo invito i consiglieri regionali tarantini a fare squadra a favore del territorio, non perdiamo tempo se non vogliamo che oltre il danno ci tocchi una clamorosa beffa!”

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