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Giovedì 28 marzo 2019, alle ore 9, a Lecce, presso l’Hotel Hilton Garden Inn, avrà luogo il convegno dal titolo: “L’Olivicoltura salentina nelle prospettive del dopo Xylella e della Pac post 2020”.

L’incontro sarà moderato da Enzo Magistà e, dopo i saluti di apertura di Vittorio Marzi, Giovanni Casarano e Salvatore Fasano e l’introduzione di Giuseppe Mauro Ferro, seguiranno le relazioni di Angelo Foscarelli e Giuseppe D’Onghia. A seguire una tavola rotonda che vede la partecipazione di Beniamino Casillo, Raffaele Cazzetta, Rosario Centonze, Luigi De Bellis, Elisabetta Dolce, Roberto Martina e Marcello Seclì. Alle 12.15 sono previsti alcuni interventi di Imprenditori Agricoli e di studenti dell’I.I.S.S. “E. Lanoce” di Maglie e dell’I.I.S.S. “Presta – Columella” di Lecce. Le conclusioni sono affidate a Stefano Minerva.

Nel Salento l’attività agricola è stata sempre fondamentale sia dal punto di vista economico per la produzione di beni alimentari, che dal punto di vista ambientale per il suo contributo a disegnare il paesaggio, proteggere l’ecosistema e conservarne la biodiversità. In questi ultimi anni la devastazione prodotta sul nostro territorio con il diffondersi del batterio Xylella fastidiosa ha di fatto sconvolto tale sistema plurisecolare, distruggendo in particolar modo l’olivicoltura.

Diviene fondamentale, quindi, sensibilizzare le Istituzioni, i produttori agricoli, le loro Organizzazioni e la cittadinanza in generale al fine di predisporre un piano di ricostruzione del territorio che coinvolga l’agricoltura e tutte le altre attività economiche (turismo, artigianato, commercio, piccola e media industria, servizi). Nel piano è indispensabile definire uno specifico progetto per il rilancio dell’olivicoltura salentina attraverso il recupero e la razionalizzazione degli oliveti tradizionali, la realizzazione di nuovi impianti con l’impiego di cultivar resistenti/tolleranti al batterio Xylella fastidiosa e l’introduzione di nuovi sistemi produttivi.

In tale ottica ed anche al fine di sostenere un’agricoltura che dia valore aggiunto alla produzione e al territorio, risulta necessario che l’olivicoltura salentina sappia coniugare l’innovazione tecnologica con le specificità paesaggistiche e con le esigenze ambientali, prevedendo inoltre la diversificazione colturale e l’utilizzo delle aree marginali e dei piccoli appezzamenti per la forestazione e la rinaturalizzazione.

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