La drastica decisione dell’Amministrazione Comunale di eliminarli

Chi non ci è andato almeno una volta arrivandoci da ogni parte della provincia e forse anche dalla regione?

I mercatini della Salinella che si svolgevano (usiamo oramai un verbo al passato) nell’omonimo quartiere che dà anche il nome allo stadio, non si faranno più, perché sarebbero “un ricettacolo di illegalità”. E’ brutta questa motivazione. Piuttosto che recuperare e riorganizzare tutto sommato un evento periodico, diventato noto negli anni ed entrato nelle abitudini e costumi si elimina. Chi andava a quei mercatini lo faceva per avere l’illusione d’averci fatto un buon affare. Lo era per chi si liberava di cose vecchie o che non gli servivano più, ma anche per chi trovava quel pezzo vintage che gli ricordava il passato. Il quartiere periferico della città offriva anche la possibilità di parcheggiare, cosa quanto mai improbabile nel borgo. Il mercatino della Salinella offriva, forse l’unica attrazione in un quartiere che sembra abbandonato a sé stesso.

Dal comunicato stampa dell’Assessore Valentina Tilgher, questo punto di ritrovo, nato da una felice intuizione e buone intenzioni, si era trasformato in un ricettacolo di illegalità ed esempio di comportamenti indecorosi: “Con l’intenzione di riprendere quanto di buono vi è nell’idea originaria il nuovo Regolamento riposta alle originarie motivazioni il “Mercatino delle Pulci” o, più propriamente, mercatino del Vintage e dell’Hobbistica. Uno spazio di scambio e socializzazione nel quale i cultori del genere abbiano una collocazione e che possa fungere da luogo di interesse per la cittadinanza: una destinazione per la passeggiata della domenica mattina, in cui curiosare fra le bancarelle alla ricerca di oggetti interessanti ed originali. Per questo abbiamo inteso spostare la collocazione del mercatino nel Borgo della città, dove anche il controllo sociale fosse maggiore. La riduzione del numero di operatori ammessi ed i limiti fisici dell’area individuata (Piazza Garibaldi) sono finalizzate a premiare quelli che hanno sempre interpretato con correttezza il senso di questa manifestazione. A loro spetterà anche il compito di autoregolarsi, tramite un Comitato, che sarà chiamato a collaborare strettamente con l’Amministrazione per il mantenimento del decoro e la segnalazione di comportamenti “anomali”.

Praticamente diventerà un’altra cosa rispetto al passato: uno dei tanti mercatini che oramai sono presenti ovunque, dove gli ‘espositori’ sono diventati dei veri e propri professionisti.

Ma quello della Salinella era un’altra cosa. Era anche il mercatino della disperazione dove chi, per un piatto di minestra da portare sulla tavola domenicale, si privava di un oggetto al quale ci teneva. Era un modo per incontrare una realtà che spesso abbiamo dimenticato. Spostarlo nel Borgo di Taranto, dove è difficile trovare un posto auto con il controllore della sosta pronto a multarti se è scaduta ‘la tua ora’, con l’obiettivo di far vedere le vetrine belle della città che forse stonerebbero con quel mercatino non ci piace. Il mercatino della Salinella ci ricordava la Napoli vecchia, quella di Forcella. Il folclore era un elemento caratterizzante. Oggi rimarranno i tanti mercatini sui social, dove il più delle volte la truffa è davvero in agguato. Dove bisogna fidarsi della foto pubblicata sperando sia conforme e, soprattutto se te lo consegnano. Sulla provenienza anche lì abbiamo i nostri dubbi.

Ora, pensare che alla Salinella fosse un “ricettacolo di illegalità”, rispetto ad altri mercatini è forse molto azzardato, visto che spesso, anche in quelli più famosi è capitato ritrovare un oggetto ‘sparito’ dalla propria abitazione. La decisione dell’Amministrazione Comunale è forte ed alquanto strana, in quanto si ghettizza ancora di più un quartiere, piuttosto che recuperarlo. Se davvero lì c’era della illegalità, bisognava eliminarla esercitando magari un maggior controllo. Ecco, magari farlo diventare un mercatino simile a Portobello Road di Londra oppure Les Puces de Paris Saint-Ouen a Parigi, insomma quelli che andiamo a visitare durante le nostre gite ‘culturali’ ma sempre lì, alla Salinella, in quel quartiere. La Tilgher conclude: “Ci auguriamo che questo intervento, che avrà la sua attuazione nei prossimi giorni, risulti efficace, grazie al supporto della Polizia Municipale. Devo però dire che, con i consiglieri, siamo ben coscienti di quanto la situazione sia delicata e che consideriamo i prossimi mesi una fase di verifica e sperimentazione. Qualora dovessero verificarsi situazioni lesive dell’interesse della città, non esiteremo a prendere provvedimenti più incisivi, fino anche alla chiusura del Mercatino stesso”. Ecco, alla fine la minaccia di chiuderlo definitivamente. Si sono individuate le giuste soluzioni ad una situazione che si protraeva da anni. Il mercatino della Salinella, quello spesso della ‘sopravvivenza’ rimarrà solo in qualche libro in vernacolo tarantino o nei ricordi. Quelle attività di aggregazione saranno sempre di meno. E’ un’altra occasione per rimanere solo nella piazza virtuale, magari quella di facebook, perché quella di Instagram è di diverso target.  A noi mancheranno quei colori, suoni, le urla che caratterizzavano quel mercatino.

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