Era da diverso tempo che una anziana era degente presso la struttura sanitaria di Paolo VI a Taranto ed è deceduta. La donna avrebbe contratto la legionella.  Sono intervenuti i NAS che hanno fatto dei rilievi ed avrebbero accertato il batterio presente.

La Legionella è un genere di batteri responsabili di malattie infettive a carico dell’apparato respiratorio

Il nome deriva da un’epidemia che si diffuse tra i partecipanti al raduno della Legione Americana al Bellevue Stratford Hotel di Philadelphia, che nel 1976 fece 34 vittime su 221 contagiati da una forma di Polmonite fino ad allora sconosciuta. In quell’occasione la fonte di contaminazione batterica fu identificata nell’impianto di aria condizionata dell’albergo.

L’agente batterico della Legionella, del quale sono state identificate quasi 50 specie diverse tra loro e più di 70 ceppi, si diffonde negli ambienti umidi e caldi, naturali e artificiali. Vive negli ambienti acquatici come specchi d’acqua, laghi e fiumi ed è in grado di proliferare all’interno degli impianti alimentati con acqua (serbatoi e cisterne, serbatoi sistemi di condizionamento).

A seconda dei sintomi e dell’evoluzione, l’infezione può manifestarsi in diverse forme e dare luogo a due quadri clinici: la Febbre di Pontiac simile all’influenza che ha un periodo di incubazione di 24-48 ore. I sintomi, meno gravi sono febbre, malessere generale, mialgia, cefalea e a volte tosse, e solitamente si risolvono in 2-5 giorni. L’altra è la forma più severa detta anche Malattia dei Legionari. Dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni), si manifesta con polmonite e febbre alta, raffreddore, tosse secca, astenia, mal di testa, perdita di appetito e occasionalmente disturbi gastrointestinali e disturbi renali.

La Legionellosi, la forma di polmonite causata dalla Legionella, è una malattia infettiva non contagiosa. Non si trasmette da persona a persona bensì per inalazione aerosol, ossia, inspirando goccioline di acqua sospese nell’aria contenenti batteri di Legionelle. I principali sistemi generanti aerosol possono favorire la diffusione della trasmissione della malattia comprendono gli impianti idrici, gli impianti di climatizzazione dell’aria (i sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria e i loro componenti), le apparecchiature per la Terapia respiratoria assistita e gli idromassaggi.

Ne consegue che le strutture potenzialmente più esposte a rischio siano quelle socio-sanitarie, socio-assistenziali di tipo residenziale, e turistico ricettive.

I più soggetti a contrarre il virus sono i neonati, le persone anziane, i pazienti immunodepressi per patologie croniche come il diabete e la broncopneumopatia cronica, i fumatori di sigarette

I polmoni sono la sede maggiormente interessata dall’infezione; si possono verificare polmoniti nosocomiali ed extraospedaliere. La legionellosi extrapolmonare è rara; le manifestazioni comprendono sinusite, infezioni della ferita all’anca, la miocardite, pericardite ed endocardite prostetica valvolare, spesso in assenza di polmonite. Alla Cittadella della Carità di Paolo VI, sotto osservazione da parte dei Carabinieri del NAS sono stati gli impianti di condizionamento e le condutture dell’acqua. Sarebbe stato individuato il batterio in tre punti: I poliambulatori, l’ufficio amministrativo e la RSA Ulivo. La struttura al momento non ha preso alcuna precauzione, tranne quella di un avviso esposto in cui il Direttore Sanitario obbliga il personale a eseguire il lavaggio del paziente solo in zona intima, riempire i gorgogliatori solo con acqua distillata in dotazione sui carrelli, per tutti gli operatori indossare camici monouso e mascherina solo durante l’igiene dei pazienti.

Il foglio esposto per il personale da parte del Direttore Sanitario

Intanto, secondo alcune indiscrezioni, le fonti che potrebbero aver diffuso il batterio sono ancora in funzione ed i pazienti  a rischio contaminazione

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