Si è conclusa ieri la Conferenza sulla Libia, svoltasi a Palermo nei giorni 12 e 13 novembre.
Tale evento, voluto dal nostro governo e appoggiato dall’Onu e presieduto dal nostro premier Giuseppe Conte, ha visto la partecipazione di diverse importanti personalità politiche mondiali e dei leader di Libia, Tunisia , Egitto e di altri paesi del Mediterraneo, ma ha anche registrato importanti assenze, tra cui quella del Presidente degli Stati Uniti Trump, della Cancelliera Merkel, del Presidente francese Macron e di quello russo Putin.
Nell’ambito della conferenza si è svolto ieri mattina un mini vertice, che ha sancito un passo in avanti nel dialogo tra le parti libiche e che si è concluso con una storica stretta di mano tra al – Sarraj, il premier libico sostenuto dalle Nazioni Uniti e il generale Haftar, capo dell’ esercito nazionale libico che punta ad un riconoscimento internazionale.
Quest’ ultimo ha dichiarato ad al – Sarraj che ” non si cambia cavallo mentre si attraversa il fiume”, come a volerlo rassicurare sulla possibilità di rimanere al suo posto fino alle elezioni.
A questo proposito, al termine del vertice, è stata stabilita una road map che include l’ organizzazione di una Conferenza nazionale in Libia e un accordo su una nuova data per le elezioni.

Discordanti le opinioni sull’esito di tale appuntamento:Ghassan Salamè, inviato Onu per la Libia, ha dichiarato che tale Conferenza ha costituito “un successo e una pietra miliare importante nella nostra lotta comune per riportare la pace, la sicurezza e la prosperità al popolo libico“. Per Mohamed Siala, ministro degli Esteri del governo di Accordo di unità nazionale libico, per l’Ansa ha invece dichiarato che: “la Conferenza di Palermo è un successo relativo. Va considerata comunque un passo in avanti”, precisando anche che in tale incontro di Palermo non sia stata stabilita “una road map nuova. Esiste una road map unica, quella approvata dal consiglio sicurezza Onu”.

Nel frattempo non si placano gli scontri nel paese libico. Media locali riportano la notizia di un assalto all’aeroporto di Tripoli da parte dei miliziani della Settima Brigata, che ne avrebbero preso pieno possesso. La zona sarebbe stata circoscritta dai paramilitari, che hanno bloccato tutte le vie di accesso all’aeroporto.

 

FOTO – PAGINA MINISTERO DEGLI ESTERI

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