Una nuova impresa. L’Italia percorsa in bicicletta, in un viaggio ai limiti del possibile. La protagonista è ancora lei: Antonella Gentile, giovane studentessa di Barletta, città della provincia Bat nota per la Disfida. Ora anche conosciuta per le imprese di questa ragazza. Dopo essere riuscita nella storica impresa di aver percorso 5.000 km. da Roma a Capo Nord in Norvegia, Antonella ha provato una nuova avventura, apparentemente più semplice, ma piena in realtà di molte insidie. Con una nuova bicicletta da trekking. E sempre nel segno dell’Amref.

 

Parlaci nei dettagli di questa tua nuova esperienza.

“Dopo il mio viaggio in bici da Roma a Capo Nord, ho deciso di esplorare l’Italia in bicicletta. Il nostro è un paese bellissimo e spesso siamo portati a viaggiare all’estero. Dovremmo invece conoscere il patrimonio culturale, artistico e ambientale che possediamo. Viviamo in una terra bellissima e dopo questo viaggio, lo posso confermare.”

Raccontaci un momento particolare che ricordi di tale ultima avventura

“Un giorno ho pedalato con un forte temporale. Mi sono fermata in un paesino ma tutti gli hotel erano occupati a causa di un raduno di testimoni di Geova. Avevano prenotato tutte le camere e non sapevo dove andare a dormire. Mi sono fermata a chiedere informazioni in un bar. In pochi minuti si è popolato di persone che si sono mobilitate per aiutarmi. Mi hanno accompagnato in tutti gli alberghi del posto e alla fine un signore è stato così gentile da offrirmi la stanza di sua figlia per quella notte. Ho avuto modo di toccare con mano l’ospitalità delle persone in più di una situazione.”

Qual è stata la parte più difficile tuo percorso?

“La Toscana è una regione tanto bella quanto difficile da percorrere in bici. Dopo aver attraversato il Passo della Colla (913 m) ho avuto una leggera infiammazione della sciatica. Ho dovuto chiedere un passaggio per qualche km in quanto le mie gambe mi facevano troppo male. Ho incontrato un bravo fisioterapista in Toscana che mi ha alleviato i dolori e sono potuta ripartire anche grazie a lui.”

  In una precedente intervista per Pugliapress, avevi dichiarato:

Viaggiare in bici significa soffermarsi sui particolari dei luoghi che si percorrono, incontrare persone, confrontarsi.”.

 Alla luce di questa nuova esperienza, che cosa significa  per te oggi viaggiare in bici?

“Viaggiare in bici per me ha ancora lo stesso significato. Aggiungerei che stando in bici per tanto tempo si impara anche a conoscere meglio se stessi e a vivere con l’essenziale. In due borse, infatti, bisogna mettere tutto ciò che serve per un lungo lasso di tempo. E così si comprende quanto molte cose che in passato ritenevamo fondamentali, siano in realtà superflue.”

Chi ti ha contattato per primo al termine della tua nuova sfida? E chi ti è stato maggiormente vicino in tutta questa lungo percorso?

“Durante questo percorso mi sono state vicino tante persone, dalla mia famiglia ai miei amici. Mi ha colpito anche la solidarietà da parte di gente che non conoscevo. Molte mi hanno offerto ospitalità nelle loro case e nelle loro strutture alberghiere. Mi hanno offerto supporto anche molte grandi imprese. Ringrazio anche il mio fisioterapista Ruggiero Sguera che mi ha supportato in questa avventura. Prima di partire, infatti, avevo dei dolori alla schiena e gli incontri con lui sono stati miracolosi. Se ho fatto questo viaggio è anche merito suo.”

Parlaci di Amref, l’associazione di volontario alla cui iniziativa hai aderito nella tua prima impresa, quando hai percorso il tratto da Roma fino a capo Nord. Quando hai realizzato di voler correre per tale associazione?

“Ho deciso che i miei viaggi non dovevano essere solo fini a se stessi. Volevo aiutare quelle donne che in Africa non viaggiano solo per divertimento , ma lo fanno per necessità. In Africa infatti, molte donne sono costrette a fare tanti km a piedi per attingere acqua dai pozzi poiché non hanno la nostra stessa fortuna di avere un lavandino a portata di mano. Durante i miei viaggi, invitavo quindi le persone che mi seguivano, a donare ad Amref per costruire pozzi d’acqua in Africa.”

Cosa rispondi a tutti quei giovani e non che ti chiedono informazioni sulle tue imprese, e che vorrebbero imitarti? Cosa ti senti di consigliare loro?

A tutti coloro che vorrebbero partire in bici, sento di rispondere con una frase di Mark Twain :

“tra vent’anni sarai più infastidito dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele. Esplora. Sogna. Scopri”

Il tuo prossimo obiettivo?

“Il prossimo obiettivo lo comunicherò a breve. Lo sto ancora progettando. Sarà una sorpresa”.

© 2018, Graziano Dipace. Tutti i diritti riservati

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