VERNOLE- Quello che resta dopo il passaggio dell’incendio esploso ieri mattina a Vernole (Le), vicino l’oasi Wwf tra Le Cesine e San Foca, in località Strada Bianca, è un paesaggio spettrale e desertico.

Solo a tarda notte le diverse squadre di pompieri di Lecce, di concerto con gli operai ARIF, i Forestali e la Protezione Civile, sono riuscite a domare il fronte del fuoco che si sarebbe esteso per circa 50 ettari di vegetazione. Il rogo ha lambito case, pinete e strutture ricettive e solo il pronto intervento delle squadre dei vigili del fuoco, dispiegate in maniera massiccia, ha impedito che la furia delle fiamme, grazie anche al vento forte, si estendesse fino all’oasi de Le Cesine e al parco Manà. Nell’operazione sono stati utilizzati anche due canadair.  Intanto si indaga sulla matrice che ha causato l’incendio.

All’ipotesi del dolo crede Cristian Casili, capogruppo regionale del M5S, che su facebook documenta la devastazione con foto e tuona: “Grande bastardo sarai contento adesso? Occorre inasprire le pene per questi criminali. Un incendio di queste proporzioni corrisponde al peggior danno ambientale, per cui le pene devono essere esemplari. Basta! Le nostre aree più sensibili e importanti vanno poi dotate di sistemi foto trappola e video sorveglianza lungo tutto il perimetro. Occorre beccare e punire questi criminali senza scrupolo. Le chiacchiere stanno a zero o si investe in personale e tecnologia per proteggere i nostri parchi o stiamoci tutti zitti.

Se la natura del rogo dovesse essere dolosa, la Regione, come ha reso noto l’Assessore all’Ambiente Gianni Stea, è pronta a costituirsi parte civile.

Lo sconcerto è profondo per il danno arrecato all’ecosistema del parco naturale. Questa mattina, anche Giuseppe De Matteis, responsabile della riserva “Le Cesine Osasi WWF”, ha affidato a facebook un post carico di dolore.

“Ieri abbiamo perso tutti!- scrive De Matteis- Una vasta area SIC e ZPS è andata persa. Non avevo mai visto insieme tante cavallette e farfalle volare insieme freneticamente cercando di sfuggire alle lingue di fuoco che sembravano avvolgerle! Quante testuggini palustri, da poco nate, non ce l’hanno fatta, quante raganelle avranno cercato un’appiglio di salvezza su una phragmites in fiamme! E i porciglioni? Le schiribille? I tarabusini? La Riserva, in termini di confini, è salva ma si è gravemente impoverita ed ha perduto un angolo fondamentale per il mantenimento di un equilibrio sottile.”

“Sono arrabbiato,- continua- confuso, sconfortato, rassegnato, stanco, tutto insieme! Ringrazio tutti, in particolar modo tutti, ad uno ad uno, gli operai ARIF, instancabili, professionali, pazzi (perchè solo i pazzi come loro affrontano le fiamme in quel modo sino a domarle), ringrazio il caro dott. Luigi Melissano, in campo, da funzionario regionale, a spegnere insieme ai suoi uomini! Ringrazio i CC Forestali il comandante provinciale dott. Ristori, il comandante Antonaci, Mario (Congedo) per Le Cesine è solo Mario. Hanno concentrato la loro attenzione al fronte che minacciava la Riserva e lo hanno domato! Ringrazio i vigili del fuoco, presenti e competenti, gli operatori degli aerei, gli amministratori del Comune di Vernole.
Ieri abbiamo perso, ma oggi c’è il sole! Ricominciamo, riprendiamo da dove eravamo, piú poveri ma rabbiosamente convinti che la natura vince sempre ed i veri sconfitti sono coloro che credono di aver vinto!”

foto copertina: Cristian Casili

© 2018, redazione. Tutti i diritti riservati

Lascia un tuo commento