BARI – Il popolo barese ha accolto in massa l’arrivo di Papa Francesco nell’odierno incontro con alcuni rappresentanti della Chiesa ortodossa e cristiana in Medio Oriente.

Giunto in elicottero intorno alle 8 e 15 sul piazzale Cristoforo Colombo, il Pontefice è stato subito accolto da alcune importanti autorità, tra le quali il governatore della Puglia Michele Emiliano e il sindaco della città Antonio De Caro. Tantissimi i fedeli che hanno subito salutato l’arrivo del papa aspettando direttamente sul piazzale. Poco dopo, a bordo di un pulmino, la massima carica ecclesiastica si è recata presso la Basilica di S. Nicola, dove ha incontrato 22 patriarchi e i rappresentanti delle comunità cristiane del Medio Oriente (giunti da varie nazioni in guerra, tra cui Siria e Iraq) nella parte vecchia della città: qui è avvenuta la preghiera dinanzi le reliquie del santo, situate nella cripta, dove il pontefice si è inginocchiato sui gradini dell’altare negli istanti della devozione. L’immagine di Papa Francesco in ginocchio è stata proiettata dai maxi schermi presenti in diverse zone del centro città, suscitando l’applauso del grande pubblico presente. In seguito, Papa Francesco, a bordo di un pulmino scoperto, si è recato sul luogo della preghiera sul lungomare, nella zona di Largo Giannella, insieme ai patriarchi presenti e ai capi delle comunità cristiane mediorientali.

 

In migliaia hanno occupato tale parte del lungomare, luogo dell’incontro, aspettando con ansia l’arrivo di Papa Francesco, in un angolo della città che offre un’ampia visuale sulla splendida litoranea barese.

Dopo il ringraziamento ai tanti fedeli presenti, il Papa ha aperto il suo discorso, non risparmiando parole durissime contro l’attuale situazione mediorientale:

Medio Oriente terra di gente che lascia la propria terra”.

Il Pontefice ha ribadito il no “all’indifferenza che uccide” sottolineando ancora una volta le drammatiche condizioni in cui vivono le popolazioni del Medio Oriente.

“L’indifferenza uccide, e noi vogliamo essere la voce che contrasta l’omicidio dell’indifferenza”. Un accorato appello dal Pontefice a pregare per Gerusalemme, una città “Amata da Dio, ferita dai popoli, sulla quale ancora il Signore piange”

Non è mancato inoltre un diretto riferimento ai potenti della terra: “Il Medio Oriente oggi piange, soffre e tace, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze”.

“Sia la pace”, l’augurio auspicato da Papa Francesco nel finale del suo discorso.

 

Subito dopo i patriarchi della Chiesa ortodossa hanno recitato a turno una preghiera, precedendo il Padre nostro, declamato per l’occasione in diverse lingue del mondo.

 

Dopo la chiusura della celebrazione eucaristica, e dopo aver nuovamente salutato i fedeli presenti, il Pontefice si è nuovamente recato, sempre insieme ai Patriarchi ortodossi, nella Basilica di S. Nicola per un incontro a porte chiuse. In seguito, il pranzo nell’ arcivescovado, e la ripartenza per il Vaticano nel primo pomeriggio, nuovamente in elicottero.

 

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