FOGGIA –

È in programma giovedì 17 maggio, alle ore 18, nella Sala Mazza del Museo Civico di Foggia, il settimo incontro dei Dialoghi di Archeologia, il ciclo di incontri organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Foggia e dalla Fondazione “Apulia Felix”, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia belle arti paesaggio di Foggia e il Dipartimento di studi umanistici dell’Università di Foggia.

Prendendo spunto da libri dedicati all’archeologia e al patrimonio culturale e di recente edizione, l’iniziativa propone dibattiti sugli autori su temi di rilevante interesse e grande attualità.

È il caso del rischio sismico e delle misure per tutelare il patrimonio in territori, come la Capitanata, nei quali i terremoti hanno rappresentato una costante nel corso della storia.

Giovedì, dopo i saluti di Giuliano Volpe, docente di Archeologia all’Università di Foggia e Presidente della Fondazione “Apulia Felix”, sarà presentato il volume “Restauro e terremoto. I beni culturali della Capitanata”, pubblicazione per i tipi di Edipuglia degli atti del convegno che si svolse a Foggia il 2 febbraio 2017.

A dialogarne con la curatrice, Enza Zullo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio per le province BAT-Foggia, saranno Simonetta Bonomi (Soprintendente Archeologia Belle Arti Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, già a Foggia) e Roberta Giuliani dell’Università di Foggia.

 

Dopo le recenti vicende dell’Aquila e dell’Italia centrale, in un recente convegno, di cui sono stati editi da poco gli atti, numerosi esperti provenienti da diverse istituzioni di importanza nazionale e professori universitari hanno affrontato il tema del terremoto, con le conseguenti riflessioni sulla vulnerabilità del patrimonio architettonico ed archeologico della Capitanata, sulla sua fragilità – che è poi comune a tanta parte di Italia – e sull’efficacia delle tecniche di consolidamento di cui disponiamo.
Il rischio sismico deve fare i conti oggi anche con problemi di sottoutilizzo, abbandono e carenza di manutenzione che minano il patrimonio e lo espongono a danni ancora maggiori. Tre gli obiettivi al centro dell’incontro: capire meglio i fenomeni in atto nell’Italia centrale e approfondire i temi della struttura geologica e sismica della Capitanata; valutare il livello della vulnerabilità del patrimonio archeologico e monumentale di questa parte della Puglia; approfondire metodi e tecniche di restauro che ci consentano di esercitare la prevenzione, che resta l’unico sistema per difendersi da eventi sismici.

Uno spazio specifico è assegnato all’archeosismologia, cioè all’analisi archeologica dei monumenti in funzione del loro adeguamento sismico e/o del restauro in seguito ad un terremoto, con esempi tratti da Lucera, Montecorvino e altri siti della Daunia.

 

 

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